Intervista esclusiva SN alla campionessa di tiro con l’arco Guendalina Sartori

Pubblicato il autore: Maurizio Ribechini Segui
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Guendalina Sartori

In occasione della festa per il 70° anniversario della nascita di Sisal, nella splendida cornice di Palazzo Pallavicini a Roma, SuperNews ha incontrato e intervistato in esclusiva Guendalina Sartori, arciera della nazionale italiana reduce dalle Olimpiadi di Rio De Janeiro dove, con Lucilla Boari e Claudia Mandia, dove si è classificata al quarto posto nella prova a squadre di tiro con l’arco. Guendalina Sartori ha 28 anni, è padovana di Monselice e gareggia per l’Aeronautica Militare. Ecco le sue dichiarazioni al nostro sito.

Guendalina, cosa ti ha spinto a scegliere uno sport come il tiro con l’arco?

“Come sto dicendo in queste settimane a tutti quelli che mi intervistano, mi sono avvicinata al tiro con l’arco ormai sedici anni fa, dopo aver provato altri sport che non mi avevano appassionato più di tanto. Quando avevo 12 anni i miei genitori, proprio nel mio paese di Monselice (in provincia di Padova) mi portarono a vedere una manifestazione storica di tiro con l’arco che si svolge lì, e fu subito amore a prima vista. Ormai tiro con l’arco da ben oltre metà della mia vita”.

Quali emozioni hai provato nel partecipare ai Giochi Olimpici di Rio e quanta amarezza c’è stata nell’arrivare quarte, a un soffio dal podio?

“Partecipare alle Olimpiadi è stato di per se’ molto emozionante, una cosa unica. Certamente arrivare quarte restando fuori dal podio per pochi centimetri è una cosa che ti lascia amarezza, la prima notte dopo la gara ho anche pianto per la tristezza. Poi ho comunque realizzato che si trattava di un gran risultato e sono motivata ad andare avanti per fare ancora meglio in futuro”.

Del vostro sport a livello mediatico si parla solo ogni 4 anni, tu pensi già alle Olimpiadi di Tokio 2020?

“Beh è vero, di tiro con l’arco come di tanti altri sport, sui giornali e in TV si parla solo durante le Olimpiadi, ma la nostra attività è sempre molto intensa ogni anno, con molte gare all’aperto e indoor. Per poter partecipare alle Olimpiadi del 2020, ad esempio, di fatto inizieremo a gareggiare già fra due anni e mezzo”.

Fra l’altro per la prima volta come voi donne del tiro con l’arco azzurro avete avuto prestazioni olimpiche simili a quelle degli uomini, che in generale andavano molto meglio…
“Sì, diciamo che purtroppo i ragazzi non hanno ottenuto le medaglie delle passate edizioni, e noi siamo andate bene ottenendo il miglior risultato di sempre femminile. Ma direi che comunque non siamo state una vera e propria sorpresa, non eravamo delle outsider, vorrei ricordare infatti che già nel 2011 avevamo vinto il Mondiale e che di fatto siamo la migliore nazionale europea, come dimostra la vittoria anche ai Giochi Europei del 2015”

Cosa ti senti di dirci della polemica delle “cicciottelle”, termine usato in un titolo da un giornalista, che tanto ha fatto parlare in Italia per diversi giorni?
“Abbiamo appreso di quel titolo e di quel termine dopo che avevamo ancora dentro la delusione per la medaglia sfiorata poche ore prima. Il fatto ci ha dato fastidio non tanto per la parola in sé, ma più che altro perché è stato messo in secondo piano il risultato sportivo e si è concentrato sull’aspetto fisico, il quale però è una cosa che non dovrebbe entrarci niente con le gare sportive e purtroppo è un aspetto che viene tirato in ballo solo quando si parla di donne”.

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