Mostra d’Oltremare, continua la guerra per l’impianto sportivo

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

Mostra_d'Oltremare_100_9787                                                                                                                                       Mostra d’Oltremare

Continua la guerra per lo storico impianto sportivo di Fuorigrotta e cresce la delusione in città per la perdita di una struttura importante, punto di riferimento per tanti giovani e sportivi. La questione era stata sollevata anche durante la recente conferenza nello storico “Gran Caffè Gambrinus”. Come affermato da Paolo Trapanese, presidente del Comitato Campano della Fin, la società Acquachiara si prodiga da sempre per restituire dignità alla città di Napoli, un impegno che ha portato a ridare lustro  ad un impianto strategico come la piscina della Mostra d’Oltremare, lo stesso che oggi è chiuso. Ufficialmente si parla di motivi tecnici, ma è in atto un  contenzioso, balzato ormai alle cronache, proprio tra l’ente proprietario, la Mostra d’Oltremare, e il gestore, l’ Acquachiara, che  ha tra i suoi obiettivi quello di  diffondere la cultura  dello sport tra le nuove generazioni. Malgrado questo impegno, l’Ente Mostra ha revocato la concessione stipulata fino al 2024, decisione contro la quale l’Acquachiara ha fatto ricorso al Tar. Una situazione che rischia di avere ripercussioni anche per le “Universiadi” del 2019. Ma, come sempre, a pagare il prezzo più alto sono stati i  “comuni” cittadini: venticinque dipendenti della struttura sportiva, attualmente senza lavoro, ed i tanti appassionati di sport che si ritrovano a perdere un altro impianto. In quanto inserito all’interno del parco, il centro “Wedo” è di proprietà dell’ente Mostra che lo aveva concesso alla società Acquachiara in gestione dopo regolare gara di appalto. Parte da qui la spiegazione dei fatti fornita da Giuseppe Oliviero, consigliere delegato del Cda della Mostra d’Oltremare, che sostiene la  necessità di indire quanto prima un nuovo bando per riaprire la struttura.
Ma la questione è  molto più difficile e complessa di quanto si possa immaginare.

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Da una parte la società Acquachiara protesta per i provvedimenti dell’ente Mostra che avrebbero provocato danni per circa tre milioni di euro. In particolar modo, viene contestata l’abolizione del parcheggio interno da parte della Mostra che avrebbe fatto così crollare drasticamente il numero degli iscritti, causando una grave crisi finanziaria. Dall’altra, l’ente Mostra, proprietario della struttura costituita dalla vasca olimpionica scoperta, la piscina coperta e la palestra, che ha revocato la concessione. L’ente afferma di aver anticipato il pagamento delle utenze di acqua e corrente che spettavano al club di Porzio, accusato di non aver rispettato il piano di rientro. La conseguenza è stata la chiusura dell’impianto. Giuseppe Oliviero non è ottimista sulla conclusione indolore di questa la vicenda. Ed almeno su questo sembra d’accordo anche Franco Porzio, presidente onorario dell’Acquachiara.
Porzio ha più volte ribadito che la società  gestisce gli impianti della Mostra grazie ad una concessione sottoscritta nel novembre 2014 con scadenza nel 2024, quindi ancora valida, sottolineando anche, senza mezzi termini, che gli impianti sono stati consegnati in cattivo stato di manutenzione. Non si placa così il “Je accuse” fra la storica società napoletana e l’Ente Mostra .
La parola sul contenzioso passa adesso  al Tribunale Amministrativo: nel frattempo, l’unica certezza resta l’impianto sportivo chiuso. Un nuovo danno per i cittadini.  Proprio per questo, questa chiusura rappresenta per tutti una sconfitta, indipendentemente dall’esito di questa triste vicenda.

 

 

 

 

 

 

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