Motonautica, muore in un incidente Massimo Rossi

Pubblicato il autore: valerio vitali Segui

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Gravissima tragedia nel mondo della motonautica. E’ morto, nella giornata di ieri, il campione italiano Massimo Rossi, in seguito ad un incidente avvenuto in Germania, sul fiume Mosella, non molto distante da Francoforte.
Il 24enne pilota italiano si era da poco laureato Campione del Mondo ben due volte a distanza di pochi mesi, raggiungendo l’apice del successo sia nella classe 250 che in quella 350.

Rossi, che ha perso il controllo del suo scafo, all’altezza della località di Traben – Trarbach si è schiantato col suo mezzo contro un albero sulla riva del fiume, dopo essere stato sbalzato fuori dal suo abitacolo. Morto sul colpo, non è stato possibile per i mezzi di soccorso poter intervenire in maniera decisiva, in quanto l’incidente è apparso subito molto grave agli spettatori presenti.

Il campione italiano si trovava a correre in Germania grazie alla sua licenza tedesca e per di più stava dominando la sua gara, vincendo la prima delle tre manches della competizione. La passione e la bravura la eredita dal padre, anche lui ex campione di motonautica negli anni 80′ e 90′.
Durante la sua carriera, seppur breve, Massimo Rossi ha collezionato diversi ottimi piazzamenti e podi, sia in Italia che in Europa ed il suo recente doppio titolo mondiale gli ha permesso di innalzarsi a “pilota da battere” nel suo sport. In molti nel suo ambiente lo hanno paragonato ad un altro grandissimo pilota italiano dal cognome omonimo e celeberrimo, vale a dire Valentino Rossi, che lo stesso Massimo seguiva e idolatrava.

In molti però non riescono a darsi pace dell’accaduto di ieri, a partire dal Presidente della Federmotonautica, Vincenzo Iaconianni, che ha mosso delle gravi e pesanti accuse contro i tedeschi organizzatori della gara e che in qualche modo non hanno fatto nulla, secondo lui, per evitare tale tragedia.
Queste le sue parole: “Il nostro connazionale, Massimo Rossi, correva in Germani in quanto possedeva in quel Paese la licenza per poter correre lì. Grazie ad un contratto in essere che aveva di lavoro in Germania, poteva secondo anche le nostre regole, gareggiare lì. Devo dire a gran voce però che in Italia una tragedia come questa non sarebbe mai avvenuta, perché qui da noi le regole si rispettano e si tiene anche all’incolumità dei nostri piloti. Abbiamo protestato a lungo contro queste scorrettezze, ma nessuno ci ha davvero mai ascoltato. Correre lungo un tracciato come quello di ieri è qualcosa di scandaloso. Era davvero troppo pericoloso dare la possibilità a dei ragazzi di poter correre lungo un fiume così pieno di insidie”.

Poi, lo stesso Iaconianni ha difeso il movimento della motonautica italiana, ribadendo gli sforzi effettuati dalla Federazione sul tema degli incidenti: Non accadrà mai che un nostro pilota vada a schiantarsi contro le sponde di un fiume, a meno che non ci sia un qualche problema legato all’acceleratore del mezzo, che comunque permetterebbe al pilota di potersi gettare prontamente in acqua. La nostra federazione ha lavorato molto negli ultimi decenni per abbassare il più possibile la probabilità di incidenti, mentre in altre parti del mondo si comportano come dei macellai che sembrano infischiarsene”.

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