Pastorino, Pro Recco: “Che dolore quella Champions League…”

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

Sei campionati italiani, cinque Coppe italia, una Eurolega nel 2012, una Lega Adriatica, una Supercoppa, un argento ai Giochi Olimpici di Londra e un oro nel Mondiale cinese del 2011 a Shanghai. Ci vuole un bel pò di spazio per presentare Giacomo Pastorino, indimenticato pallanuotista della Pro Recco.

Pastorino ha cambiato vita, restando sempre nel liquido che più ama: l’acqua. Non più portiere della squadre ligure pluricampione ma ruolo di team manager. Nuovo impiego, nuove forme di responsabilità per uno che nella vita da agonista ha avuto il problema di risolvere i problemi attraverso le parate. “Sono l’uomo che unisce squadra e società: in modo particolare l’organizzazione degli spostamenti e delle trasferte in supporto alla segreteria. Sono a disposizione dei giocatori per i tutti problemi che si possono venire a creare durante la settimana” spiega Pastorino al sito della Pro Recco.

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Savonese, classe 1980, un anno in meno di Stefano Tempesti. Non sarà facile adattarsi a questo cambiamento dopo trent’anni passati in vasca: “É da appena un mese che ho appeso la calottina al chiodo. I distinguo li farò tra un pò di tempo, ora è troppo presto. Allenatore? Mai dire mai nella vita, ma per il momento ricoprire al meglio questa nuova mansione“. E pensare che se non fosse stato per qualche problema alla schiena in giovane età non si sarebbe mai sognato di fare il pallanuotista: “Bragantini, un allenatore di Savona, restò ammirato dal mio movimento a rana: mi propose di iniziare a giocare a pallanuoto, anche perché è molto più divertente di nuotare da solo“.

Il nuovo team manager della Pro Recco passa in rassegna il suo passato. A cominciare dalla partita che non dimenticherà mai: “Ne ricordo due, anche se non le giocai: la finale del Mondiale in Cina vinta contro la Serbia e la semifinale a Londra quando battemmo ancora i serbi andandoci a giocare l’oro. Che emozioni a fine gara“. Il passato si ricollega al presente in una riflessione data da Pastorino: “La parata più bella che ricordi è quella effettuata sul tiro di Vujasinovic a Camogli, quando militavo nella Bissolati Cremona e lui a Recco“. Che casualità, il ‘Sindaco’ Vladimir è l’attuale allenatore della Pro Recco.

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Dalle gioie alle paure, l’ex portiere savonese analizza il giocatore da lui più temuto in vasca: “Sono stato fortunato perché in carriera i migliori tiratori li avevo come compagni in squadra. Se ne dovessi scegliere uno direi Tamas Kasas con il quale ho comunque giocato un paio di anni a Recco: era il più pericoloso“. Pastorino ha scelto un tre volte oro olimpico con la Nazionale magiara. Mica male. Infine, la delusione più cocente è stata l’ultima in ordine temporale: “La Champions League persa dopo aver battuto lo Jug in semifinale a Budapest è una ferita che resta aperta. Dispiace aver finito con quella delusione, è certamente un rimpianto che mi porterò dietro: sarebbe stato bello chiudere vincendo quella coppa. Oltre alla sconfitta c’è il rammarico di non aver potuto dare il mio contributo nonostante l’infortunio di Tempesti“. Pazienza, quella è acqua passata.

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