Ryder Cup, Reed regala il trionfo agli USA

Pubblicato il autore: Nello Simonetti Segui

rydercup_500x500Un’attesa lunga otto, lunghissimi anni, ma poi l’agognato trionfo! Gli Stati Uniti conquistano la Ryder Cup, battendo l’Europa all’Hazeltine National Golf Club, in Minnesota, grazie ad un superlativo Patrick Reed, capace di surclassare Rory McIlroy, anche se il punto decisivo, ai fini della conquista del trofeo, è quello ottenuto da Ryan Moore. Era dal 2008 che gli Stati Uniti non mettevano le mani sulla Ryder Cup, e la vittoria della squadra di Davis love III per 11-3 sull’Europa di Darren Clarke, è il legittimo sugello ad una superiorità, mai in discussione, palesato dagli americani durante la competizione. In particolare nell’ultima giornata, grazie allo scatenato Patrick Reed, la superiorità statunitense è parsa addirittura schiacciante. In realtà, la vittoria degli americani, dopo tre edizioni di dominio europeo nella Ruder Cup, era ampiamente annunciata già nella giornata di venerdì, e le due successive giornate sono servite soltanto a consolidare un successo già ipotecato. Le performance di Reed, ribattezzato “Capitan America” dal compagno Jordan Spieth, hanno definitivamente spazzato via le velleità europee, ed il punto finale conquistato da Ryan Moore è servito solo in funzione dell’ok anche da parte dell’aritmetica.
Il trionfo – Dicevamo di Reed, la vittoria in questa edizione della Ryder Cup, porta senza alcun dubbio la sua firma. Domenica sera è stato infatti il 26enne texano il protagonista assoluto capace di battere, al termine di un match appassionante e spettacolare, colui che è considerato l’uomo di punta della squadra europea, Rory McIlroy. Comprensibile la sua soddisfazione al termine della sfida: “Ho potuto eseguire quei putt – ha dichiarato Reed – perché ho avuto un compagno di squadra che era sempre in grado di rimediare alla situazione e questo mi ha permesso di essere molto aggressivo. Noi dovevamo fare più birdie possibili e, arrivati i primi due e presa fiducia, praticamente i cancelli si sono aperti“. Soddisfatto anche il tecnico: “Abbiamo avuto – il parere di Davis love III – una grande partenza e un ottimo finale e questo ha fatto la differenza nel punteggio”. Per la squadra europea, i punti sono arrivati dallo svedese Henrik Stenson, medaglia d’argento a Rio, vincitore su Jordan Spieth, dallo spagnolo Cabrera Bello, che ha avuto la meglio sul golfista 37enne nato a Oklahoma City, Jimmy Walker, e dal belga alla prima apparizione nel torneo di golf biennale tra il vecchio e il nuovo continente, Thomas Pieters. La ryder Cup va così in archivio con il trionfo degli Stati Uniti. Resteranno impresse nella memoria degli appassionati le imprese di Reed, ma anche, a triste cornice dell’evento, alcune intemperanze del pubblico. La sportività che dovrebbe essere una costante di una manifestazione come la Ryder Cup non sempre è stata tenuta nella dovuta considerazione da chi ha assistito agli incontri. Applausi e le grida per gli errori degli avversari hanno disturbato tutti i giocatori, che in alcuni casi hanno palesemente manifestato il loro malumore, sostenuti dalla sportività degli stessi avversari, non solo quelli europei. Lo spirito della Ryder Cup è ben altro, e questo è stato l’unico vero neo di una contesa avvincente e spettacolare come sempre.

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