Tiger Woods fa un passo indietro: “Non sono ancora pronto”

Pubblicato il autore: Andrea Bellini Segui

Tiger Woods

Tiger Woods pronto a tornare, anzi no! Sembrava tutto pronto per il ritorno alle gare della leggenda americana, dopo più di un anno dall’ultima apparizione, avvenuta al Wyndham Championship nell’agosto 2015: poco più di un mese fa, infatti, a pochi giorni dall’impegno con la Ryder Cup, che lo ha visto presenziare da vicecapitano, aveva espresso la speranza di poter tornare alle gare il prima possibile, fissando il suo rientro con l’inizio della nuova stagione di golf, che prenderà il via con il Safeway Open che si disputerà tra il 12 e il 16 ottobre 2016 in California. Nelle dichiarazioni rilasciate a inizio settembre, inoltre, si era mostrato talmente ottimista sul pieno recupero da fissare delle date precise per il ritorno alle gare: oltre al torneo che prenderà il via domani alle 6.30 del mattino, ore locali (le 15.30 in Italia), Tiger Woods aveva annunciato la sua intenzione di prendere parte anche al Turkish Airlines Open, che si disputerà dal 3 al 6 novembre ad Antalya, in Turchia.

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La retromarcia di Tiger Woods: “Non è ancora il momento”

Poche ore fa, però, è arrivato il clamoroso passo indietro: il golfista americano ha infatti ritrattato tutto, annunciando, tramite un comunicato, che non si sente ancora pronto per prendere parte ad un torneo. Ecco, nel dettaglio, la nota integrale, riportata dalla “Gazzetta dello Sport”:

“Dopo averci pensato a lungo e dopo un’onesta riflessione, mi sono reso conto di non essere ancora pronto per giocare un torneo del PGA Tour e poi in Turchia. La mia salute è buona, mi sento in forma, ma il livello del mio gioco è vulnerabile e non al livello adeguato per certe sfide sportive. Quando avevo annunciato il mio rientro al Safeway, avevo la ferma intenzione di giocare, la convinzione di poterlo fare. Ho speso una settimana con il Team Usa alla Ryder Cup, un onore e un’esperienza che mi ha ispirato facendo salire ancora di più la voglia di tornare a giocare. Mi sono allenato qualche giorno in California, ma dopo molte ore sul green, ho capito di non essere competitivo come vorrei contro i migliori golfisti del mondo. Ora continuerò a lavorare duramente, mi occuperò degli eventi della mia Fondazione, la Hero World Challenge, ad Albany. Vorrei chiedere scusa per la mia rinuncia a Safeway, ai miei tifosi in California e in Turchia, che quelli che hanno sperato di potermi seguire in tv. Questo non è quel che avrei voluto accadesse, ma continuerò a sudare per tornare in grado di competere coi migliori del mondo. Mi manca poco, e non mi fermerò finché non sarò pronto.

Il problema è la forma fisica

Da queste parole si può capire come il problema più grande, a detta del diretto interessato, non sia costituito principalmente dai dolori alla schiena, che lo attanagliano da ormai quasi due anni, ma principalmente da un ritardo di condizione, dovuto appunto dalle lunghe cure per risolvere i guai fisici. Fatto sta che ora come ora Tiger Woods, che detiene il record di permanenza al vertice del ranking mondiale, ben 683 settimane totali, è sceso a causa della sua inattività fino al 786° posto: la speranza condivisa da tutti gli appassionati di questo sport, e non solo, è che un campione di questo calibro possa riuscire a terminare la propria carriera in una posizione certamente migliore, e, chissà, magari con qualche altro trofeo in tasca.

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