Bandiera della palestina sulla maglia di una squadra universitaria di rugby: scoppia la polemica

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

palestina

La Goldsmiths University Of London è una delle più prestigiose università della Gran Bretagna. Fondata a Londra nel 1891, è principalmente specializzata nelle arti, nelle scienze umanistiche e sociali e si è sempre distinta per la sua eccellente reputazione. Ovvio, quindi, che quando la squadra di rugby di questa università londinese ha deciso di esprimere piena “solidarietà alla Palestina occupata” esibendo sulle proprie maglie di gioco la bandiera di questo paese, si sia scatenata un’accesa polemica.

La squadra ha avuto modo di presentare nei giorni scorsi la nuova maglia, realizzata per la nuova stagione, evidenziando in particolar modo, grazie all’ausilio di alcune foto pubblicate sulla pagina facebook del club,  le bandiere palestinesi ricamate sulla manica sinistra. “Un gesto di solidarietà nei confronti del popolo palestinese che vive sotto occupazione da anni. Vogliamo sensibilizzare gli studenti sul movimento BDS che si batte strenuamente per i diritti della Palestina. “, hanno avuto modo di dichiarare i responsabili della squadra.

Il movimento BDS è stato fondato nel 2005, da più di 170 organizzazioni palestinesi, unitamente ai sindacati, ai partiti politici e alle organizzazioni della società civile che hanno fatto propria la causa della Palestina. BDS è un acronimo che indica le iniziali delle parole “Boicottaggio, Disivenstimento e Sanzioni” e questo movimento, sostanzialmente, si è posto l’obiettivo di coinvolgere quante più persone possibili, in tutto il mondo, affinchè Israele venga, per l’appunto, boicottata, anche e sopratutto dal punto di vista economico e degli investimenti da parte dei governi e della aziende, e sanzionata fino a quando non si conformerà al diritto internazionale in merito all’annosa questione in Medio Oriente e al perenne conflitto con il popolo palestinese.

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In questo senso le università sono un vero e proprio punto di riferimento per l’attivismo BDS a livello globale. Il movimento BDS, nel corso degli ultimi anni, ha guadagnato molto slancio in Gran Bretagna ottenendo, tra l’altro, il supporto da parte dell’Unione Nazionale degli Studenti, manifestato nella loro ultima conferenza, che si è svolta questa estate.

Ovviamente la decisione della squadra di rugby della Goldsmiths ha scatenato tutta una serie di reazioni e di inevitabili polemiche. L’università, di fatto, non ha condannato la scelta del club di far cucire la bandiera palestinese sulla manica della propria casacca. Anche se un portavoce del college ha inteso far sapere che, nonostante la squadra di rugby sia sostanzialmente indipendente, risulta essere “deludente che il nostro club abbia preso questa posizione. Lo sport dovrebbe unire e non dovrebbe avere nessun tipo di frontiera. Nessuno dovrebbe sentirsi alienatio o escluso”.  Inoltre alcuni dei commenti sui socialnetwork hanno definito la decisione della squadra di rugby come una battaglia che “ostacola la pace”. Come  quello di Jonathan Fenster, che su Facebook ha addirittura scritto: “Sostenere BDS e i diritti dei palestinesi è una forma di antisemitismo. La Goldsmith sta confondendo la politica con lo sport e sta dimostrando di essere un’università razzista, dove gli studenti ebrei non sono graditi!”.

L’Unione del collegio degli studenti ha ovviamente replicato a queste accusse, sostenendo che condannare la posizione espressa dalla squadra di rugby dell’università è un errore madornale. In una dichiarazione a mezzo stampa rilasciata congiuntamente con la squadra di rugby della Goldsmiths, il sindacato ha inoltre paragonato la decisione del club al celebre “saluto Black Power”, avvenuto nel corso della cerimonia di premiazione delle Olimpiadi del 1968, o alle recenti proteste dei giocatori di football americano, che hanno rifiutato di stare in piedi durante l’inno nazionale degli Stati Uniti per opporsi alle violenze della polizia nei confronti degli afroamericani.

“Lo sport deve unire e deve essere praticato da tutti, senza alcun confine o limitazione” – è scritto nel comunicato – “ed è precisamente questo l’obbiettivo di questa campagna. Il privilegio, che noi abbiamo nel Regno Unito, di poter praticare ogni genere di sport senza vincoli, barriere o limiti, non è invece possibile per il popolo della Palestina, e questa manifestazione di soldarietà e di vicinanza nei loro confronti serve per ricordare ed evidenziare tutto questo”.

L’Unione degli Studenti della Goldsmiths ha quindi rinnovato l’impegno a sostenere il movimento BDS, dopo aver inoltre approvato una mozione a sostegno di tale campagna pro Palestina e ottenendo numerosi attestati di stima e di approvazione anche a livello nazionale. Tra questi spicca, senza dubbio, quella di Shelly Asquith, il Vice Presidente del Welfare presso l’Unione nazionale degli studenti, che ha descritto quanto accaduto come una “grande manifestazione di solidarietà con la Palestina.”

 

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