Donald Trump e lo sport: dal golf al wrestling, passando al quasi acquisto dell’Inter

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito
L'attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con Vince McMahon e Stone Cold Steve Austin. La foto risale al 2007 (Wrestlemania 23)

1° aprile 2007, WrestleMania 23: l’attuale presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, con Vince McMahon e Stone Cold Steve Austin.

Trump presidente: l’imprenditore statunitense è il quarantacinquesimo leader della storia degli Stati Uniti d’America

Il 9 novembre 2016 è un giorno che ha segnato la storia degli Stati Uniti: l’eccentrico tycoon Donald Trump è diventato il quarantacinquesimo presidente della storia del paese a stelle e strisce.

Donald Trump vince le elezioni ricordando vagamente José Mourinho: odiato da tutto e tutti, criticato da giornali e personaggi famosi (Trump addirittura dal suo stesso partito). Come il portoghese però, Trump ha fatto scalpore con alcune sue dichiarazioni: dalla “chiusura totale e completa delle frontiere” fino al “grande muro al confine meridionale degli Stati Uniti” passando per il riscaldamento globale, definito dal prossimo presidente USA come “una stronzata che deve essere fermata” – sostiene Trump –“il pianeta sta congelando, le temperature sono ai minimi storici“. Dichiarazioni molto forti, che però non hanno nemmeno scalfito la figura dell’imprenditore, non fermando la sua ascesa alla Casa Bianca: Donald Trump ha parlato direttamente agli elettori statunitensi, stufi delle vecchie gestioni e desiderosi di un cambiamento.

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Il prossimo leader degli Stati Uniti nel 2007 fece una breve apparizione nel wrestling, quando ebbe un “feud” con il proprietario della WWE Vince McMahon

Grande appassionato di boxe, Trump nella fine degli anni ottanta, cominciò ad organizzare match di pugilato e wrestling nei suoi casinò di Atlantic City. Ed è proprio il wrestling uno degli sport preferiti da Donald Trump: grande amico del proprietario della WWE (World Wrestling Entertainment) Vince McMahon, il tycoon nel 1988 e nel 1989 ospitò due edizioni di WrestleMania (il più importante evento di wrestling) nella sua Trump Tower. Nel 2007 Trump ebbe un feud (nel gergo del wrestling è una rivalità messa in scena) proprio col suo amico McMahon, terminato il 1° aprile a WrestleMania 23 in un match hair vs hair (chi perdeva si sarebbe dovuto rasare i capelli): Trump e McMahon erano a bordo ring, mentre i loro “pupilli” Bobby Lashley ed Umaga se le davano di santa ragione sotto l’arbitraggio di Stone Cold Steve Austin. Trump arrivò ad atterrare e prendere a pugni McMahon con una body slam, ed alla fine del match rasò personalmente i capelli del proprietario della WWE.

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Non solo il wrestling, Donald Trump e la sua passione per il golf

Donald Trump ed il golf: l’imprenditore statunitense è il proprietario di 16 campi da golf

Non c’è solo il wrestling tra le passioni sportive preferite da Trump: il tycoon dal 1999 è proprietario di 16 campi da golf tra Stati Uniti, Scozia, Irlanda e Dubai (altri due sono in costruzione tra Dubai e l’Indonesia). Dal 1962 al 2006 nel suo circuito di Doral ha ospitato il Doral Open, un torneo del PGA Tour, mentre dal 2007 fino allo scorso marzo il suo campo è stato sede del WGC-Cadillac Championship. Tuttavia lo sponsor Cadillac ha deciso di trasferire il torneo dopo alcune dichiarazioni clamorose di Trump. Successivamente il magnate disse a Fox News: “ho appena saputo che il PGA Tour si trasferirà da Miami ed andrà in Messico. Si trasferiranno a Città del Messico e, a proposito di ciò, spero che gli organizzatori si siano assicurati contro i rapimenti.

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Febbraio 2016: Thohir cerca acquirenti per l’Inter. Si fa avanti Trump, ma alla fine arrivano i cinesi

E Donald Trump sarebbe potuto entrare anche nel mondo del calcio. Lo scorso febbraio il quotidiano catalano Sport diffuse una clamorosa indiscrezione: la Proto Group Ltd., società che fa capo al magnate americano, era pronta ad acquistare le quote di maggioranza dell’Inter, quando Thohir cercava soci per l’acquisizione del club nerazzurro. Alla fine però, a capo della società interista sono arrivati i cinesi di Suning. Senza togliere nulla ai cinesi, che finora hanno dimostrato di non voler scherzare (sborsando milioni di euro sul mercato), sicuramente un presidente USA a capo di una squadra di calcio italiana avrebbe fatto comodo a tutta la Serie A.

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