Mostra d’Oltremare, la querelle infinita

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

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Continua la querelle tra l’ente Mostra e la società sportiva Acquachiara di Franco Porzio, alla quale lo scorso settembre era stata revocata la gestione delle due piscine, coperta e scoperta, e della palestra all’interno del polo fieristico di Fuorigrotta. Il Consiglio di Stato, al quale la società Acquachiara ATI 2000 aveva inoltrato appello dopo la sentenza del Tar del 10 novembre,  ha sospeso l’efficacia del provvedimento di sgombero dell’impianto da parte dell’Acquachiara. Sarà lo stesso Consiglio di Stato a decidere sulla vertenza nella seduta che si terrà fra due mesi, il 12 gennaio 2017. Il complesso sportivo resterà dunque chiuso almeno altri due mesi e a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i cittadini ed in particolar modo i venticinque dipendenti della struttura sportiva, attualmente senza lavoro e per i quali si prospetta un Natale decisamente triste. Saltata la stagione agonistica, adesso si spera di risolvere la faccenda in tempo per l’organizzazione delle  “Universiadi” del 2019, una vetrina importante per il complesso fieristico e per la città. Ricordiamo che la Mostra d’Oltremare venne inaugurata il 9 maggio 1940 come “Mostra Triennale delle Terre Italiane d’Oltremare” dal re Vittorio Emanuele II. Il progetto era volto ad offrire alla città una struttura nuova in grado di accogliere l’Esposizione delle Colonie del 1940 e successivamente manifestazioni culturali, sportive e turistiche per rilanciare l’economia locale. Un luogo dal forte carattere evocativo che invitava a percepire e immaginare mondi lontani come l’Africa e l’Oriente. Da allora, tra alterne vicende e grandi cambiamenti, la Mostra d’Oltremare  ha mantenuto la sua vocazione turistica e sportiva.
Grande la delusione dei tanti napoletani che usufruivano di questo impianto strategico e ben collegato. Intanto, non si placa così il “Je accuse” fra la storica società napoletana e l’Ente Mostra. Acquachiara ha sempre sostenuto di essere stata danneggiata dai provvedimenti dell’ente Mostra che avrebbero provocato danni per circa tre milioni di euro e dall’abolizione del parcheggio interno, che avrebbe ridotto il numero degli iscritti.  Da qui il ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato, che ha accolto le richieste dell’Acquachiara, sospendendo il provvedimento di sgombero dell’impianto. Per Paolo Trapanese, presidente del Comitato Campano della Fin, la società Acquachiara è da sempre in prima linea per restituire dignità alla città di Napoli, un impegno che ha portato a ridare lustro ad un impianto dal grande valore storico come la piscina della Mostra d’Oltremare. Questi sforzi della sono stati riconosciuti pubblicamente da Amedeo Manzo, presidente della BCC Napoli, partner dell’Acquachiara per la stagione 2016-2017, che ha sempre sottolineato la bontà del progetto della società, elemento che ha portato la  stessa BCC a sposare in pieno il Progetto Acquachiara, poiché in grado di rispettare perfettamente i canoni di trasparenza richiesti. Come risposta,  l’ente Mostra continua a sostenere di aver anticipato il pagamento delle utenze di acqua e corrente che spettavano al club di Porzio, accusato di non aver rispettato il piano di rientro.
In attesa di conoscere l’esito di questa complessa vicenda, appare ormai chiaro che la conclusione non sarà rapida e neppure indolore.
Intanto, lontano dal clamore mediatico, dal torto e dalla ragione, i cittadini vivono l’ennesimo disagio.

 

 

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