Run for Autism: quando lo sport sensibilizza, vince l’umanità

Pubblicato il autore: Alessandro Basta

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Lo sport non rappresenta solo una bieca lotta tra vincitori e vinti, una prevaricazione delle abilità fisiche e talvolta dell’intelligenza astuta. Lo sport può informare e sensibilizzare, unire in battaglie umanitarie più grandi della fama del singolo o di pochi. E’ questo l’obiettivo del “Run for Autism“, evento svoltosi a Roma, arrivato ormai alla quinta edizione. La manifestazione consiste in una corsa di gruppo lunga 10 Km che unisce i ragazzi autistici di tutt’Italia, arrivati in massa nella Capitale per partecipare. Scopriamo tutto su quest’evento, analizzando l’importanza della componente umana nello sport.

Run for Autism, lo sport oltre la competizione: vince il sociale

Fin da bambini, il modello di sport socialmente accettato propone il singolo o la squadra al centro della competizione con l’obiettivo di prevaricare gli avversari, spesso con qualsiasi mezzo, liberi dalle catene del politicamente corretto. La fama supera il concetto stesso di bravura e i valori di rispetto, propri solo di alcuni, certamente dei campioni. Per molti è utopia pensare a uno sport ripulito dall’ossessione del risultato, ancor di più dalla manìa di annientare gli avversari per la breve soddisfazione di occupare il primo posto. Nulla da criticare nei principi dello sport tradizionalmente inteso, capace di calamitare l’attenzione di interi popoli da svariati secoli, ma è rasserenante pensare al trionfo dei valori umanitari all’interno delle competizioni sportive. Beh, il sociale ha vinto, per il quinto anno consecutivo, a Roma.

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Run for Autism, i dettagli dell’evento

Il vero obiettivo del Run for Autism non è la vittoria, ma la sensibilizzazione. Il vero obiettivo è la ricerca scientifica. Nella lotta contro l’autismo, la manifestazione sportiva si è proposta come valido alleato dei tanti ragazzi arrivati nella Capitale. Gli interi proventi dell’evento di running del 27 Novembre sono stati, infatti, devoluti alla ricerca sull’autismo. La corsa è partita alle 10 del mattino in Via dei Campi Sportivi ed è terminata dopo 10 Km all’interno dello Stadio Paolo Rosi, dopo aver percorso le zone del Lungotevere e le strade del Villaggio Olimpico. Attenzione, non si è trattato di una semplice corsetta fatta di sorrisi e fratellanza, ma di un vero e proprio evento sportivo, in grado di garantire competività tra i partecipanti, ma senza scorrettezze. Parallelamente all’evento principale, è stata organizzata anche una corsa non competitiva della lunghezza di 2,5 Km, aperta a chiunque avesse voluto parteciparvi. Presente anche quest’anno l’atleta di punta del Progetto Filippide, Camilla Ferlito, campionessa italiana Fisdir dei 400 piani e 400 ostacoli.

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Run for Autism, il successo riscosso nel running

Il successo della manifestazione, anche quest’anno, non è mai stato in discussione. Presente il Presidente del CONI Giovanni Malagò che ha corso accanto a Camilla Ferlito. Sono stati oltre 400 i ragazzi autistici che si sono recati a Roma per prendere parte al “Run for Autism”, alcuni dei quali hanno anche partecipato alla gara competitiva. I numeri complessivi fanno capire la portata dell’evento: sono stati oltre 1500 i runners coinvolti. Come riporta “Il Corriere dello Sport”, a vincere la gara competitiva in campo maschile è stato l’italiano Mark Francesco Ridger, che ha chiuso in 32:58, precedendo Luca Sponza (33:08) e Fabio Rea (33:14). In campo femminile la vittoria è andata a Lucia Mitidieri con il punteggio di 36:59. Secondo posto per Alessia Manfrdelli (38:47), terzo per Laura Casasanta (38:47).

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