Saluti satellitari da Mura: l’impresa continua!

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta

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Prosegue la storica impresa del navigatore Gaetano Mura. Il velista sardo è ripartito lo scorso 26 ottobre dopo un breve pit-stop, Mura ha ripreso il mare dal porto spagnolo di  Puerto Banùs, nei pressi di Marbella di Italia, con il suo Class40 da 12 metri. Imbarcazione impossibile da confondere visti i colori nazionali ben in evidenza e il logo dell’ENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo).
Passati diciannove giorni da Gibilterra, il capitano di Vascello Filippo Marini, portavoce della Guardia Costiera italiana, ha pensato di riservare al velista una piacevole sorpresa: una telefonata satellitare per dare forza a Gaetano e per dare nuove news sulla storica impresa.

“Ciao Gaetano, volevamo farti sapere che seguiamo quotidianamente sui nostri schermi la rotta di Italia, e ci complimentiamo per quanto fatto finora. Stai portando avanti un sogno, siamo tutti con te”
, queste le parole pronunciate da Filippo Marini. Mura, apparso emozionato per la bella sorpresa, ha risposto prontamente: “Fa piacere sapere che ci siete anche voi a seguirci, sono davvero contento. E’ dura ma su Italia va tutto bene, anche se sono un po’ stanco perchè negli ultimi due giorni abbiamo navigato di bolina con vento sui 20-25 nodi e mare formato, si sbatte molto sulle onde e ci sono continui groppi di pioggia: insomma sono tante le difficoltà ma non bisogna mollare.  Anche le condizioni atmosferiche non sono delle migliori: c’è un gran caldo umido, ma andiamo verso Sud e siamo certi che presto il tempo cambierà. Un saluto a tutti e continuate a seguirci!”

Fa davvero piacere sentire le parole del nostro skipper. I suoi aggiornamenti sono quotidiani: impressioni, timori e umori del velista non tardano mai ad arrivare. A proposito, ecco le ultime news riprese dal suo diario di bordo online, parole datate 14 novembre.
“E’ davvero bellissima questa luna piena che illumina tutto e tutti. Qui sul mare sembra ancora più bella, così immensa, così stupensa: proprio al massimo della sua vicinanza alla terra. Io sono qui seduto in pozzetto a timonare per il piacere di farlo mi guardo intorno e pare che “l’altissimo” stasera abbia acceso un riflettore su questo palcoscenico a cavallo tra i due emisferi dove una trentina di navigatori solitari, ognuno in sella al proprio cavallo, si inseguono al galoppo nell’ immenso oceano.”

Infine ecco le sue impressioni in merito al passaggio dell’Equatore: è la terza volta che prova quest’emozione. “Sono state tre esperienze molto forti della mia vita, molto diverse tra loro. La prima nel 2009 alla Mini Transat sempre in solitario ma in un guscio di noce con una barca da sei metri e mezzo, poi nel 2013, in doppio con Sam Manuard, alla transoceanica Jacques Vabre, e ora per questo giro del mondo. Questa volta sento un grande calore, una forte emozione: l’ho avvertito alla mia partenza a Cagliari con tante persone che sono venute a salutarmi e accompagnarmi in barca. Poi ci sono i tanti che mi scrivono, e che mi incoraggiano con i loro commenti sui social. Questa volta rappresento una nazione, è veramente tutto così stupendo.” 

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