Scontri a Palermo durante i tornei di Arti Marziali

Pubblicato il autore: Daniela Segui

img_5782Scontri ieri durante il campionato mondiale di arti marziali a Palermo in sud Italia. Risultato degli incidenti, diverse denunce ai danni di un padre e figlio palermitani nonchè di una coppia di inglesi con i loro due figli. Presenti durante gli scontri persino il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha esecrato l’avvenimento: l’episodio comunque non ha fermato le competizioni il giorno dopo. In pratica la rissa è partita da due atleti sedicenni, uno inglese e l’altro di Trapani, che hanno cominciato a picchiarsi. Erano entrambi impegnati nella gara e si suppone che la lite violenta sia cominciata soltanto per futili motivi. Fatto sta che pochi istanti dopo al Palamangano di Palermo dove si disputano le gare, è cominciato il caos: i due si stavano picchiando brutalmente e nello scontro è stato coinvolto anche un tifoso palermitano che si trovava al di fuori del ring rimasto ferito, suo malgrado, a un braccio. Secondo le prime ricostruzioni, il padre del giovane colpito è intervenuto “soltanto per sapere cosa stesse succedendo e soprattutto conoscere il motivo del perchè venisse malmenato suo figlio”, ma la famiglia del ragazzo inglese è intervenuta insultando gli italiani e invitandoli addirittura a reagire. Dapprima gli insulti, poi gli spintoni, infine una vera e propria violenza fisica, gli uni contro gli altri. Esito: sia gli italiani che gli stranieri coinvolti nello scontro “fuori programma” sono stati denunciati e tutta Palermo è rimasta sconvolta dall’episodio. Nessuno nel comune del sud Italia si sarebbe aspettato un esordio del genere: a scontrarsi le due diverse Nazioni e soprattutto sono arrivati alle mani sia gli adulti che i ragazzini; quella che doveva essere una gara simbolica e pacifica si è trasformata in una cruenta lotta. I due sedicenni competitori hanno preferito passare all’azione piuttosto che scontrarsi civilmente sul ring per motivi che al momento restano ignoti. Forse lo spirito competitivo, il timore di perdere, furia per una presunta irregolarità non “avvistata” dal giudice di gara, comunque gli sportivi hanno preferito farsi giustizia da se. Più sconvolgente è il fatto che le “botte” hanno coinvolto anche gente che si trovava sugli spalti, giunta sul posto soltanto per tifare i propri beniamini. Unico fatto positivo è che nessuno si è fatto “male sul serio”: i giovani e i genitori hanno riportato soltanto leggere escoriazioni, nulla di grave rispetto a ciò che davvero poteva accadere. Certo se si fosse trattato solo di un diverbio orale la cosa poteva essere risolta senza che accadesse il clamore, ma si sa che a volte la tensione e la rabbia possono giocare davvero strani scherzi. Al momento non si sa se le famiglie nella “nube di botte” hanno tentato la strada del dialogo cercando di dimenticare quanto accaduto: la città di Palermo, compreso il suo sindaco, sicuramente cercheranno di dimenticare. Raramente infatti accadimenti del genere hanno coinvolto l’estremo sud Italia. La competizione avrebbe dovuto essere “sportiva e leale” e senza astio di alcun genere: probabilmente proprio per questo il primo cittadino, invece di sospendere il tutto, ha preferito dare seguito ai giochi.

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