#ScreamChallenge, l’urlo degli sportivi contro il bullismo

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

bullismo

Dopo il successo della “Ice Bucket Challenge”, la celebre campagna internazionale che ha sensibilizzato l’opinione pubblica sulla sclerosi laterale amiotrofica, nata con l’obiettivo ambizioso di incentivare le donazioni per la ricerca, dall’Italia parte #ScreamChallenge, una nuova iniziativa che sta ormai spopolando sul web, volta a combattere il fenomeno del bullismo. Parafrasando la famosa sorella maggiore, questa campagna prevede il medesimo schema: ma anziché rovesciarsi addosso un secchio d’acqua, si urla contro il bullismo. “SCREAM CHALLENGE” vuole abbattere ogni forma di bullismo, sia dentro che fuori dalla rete. Promotori della campagna social sono i ‘Creators’ di “Blasteem”, un editore di intrattenimento creato daShowlab, nonché la prima Content Factory italiana, editrice dell’omonimo portale www.blasteem.com, dedicato alle più seguite webstar italiane. Sul sito vengono pubblicati in esclusiva tutti i video prodotti dai tanti “creator” che animano questa “factory” unica nel suo genere.
“Blasteem”, il progetto italiano di condivisione video, è riuscita così a coinvolgere nell’iniziativa numerosi nomi dello sport, a cominciare dal mondo del calcio. Leonardo Bonucci, Andrea Bertolacci, Giorgio Chiellini; sono solo alcuni tra gli sportivi che hanno aderito a questa lodevole iniziativa. Nei video diffusi sui social, gli sportivi mettono alla berlina i bulli, manifestando, attraverso un urlo, tutta la loro disapprovazione per quello che rappresenta un puro atto di codardia.
Il sito internet promette di non fermarsi qui. Infatti, sono in programma diverse iniziative nelle scuole. Il bullismo è un fenomeno purtroppo sempre più diffuso nella nostra società ed è caratterizzato da alcune peculiarità che sono l’intenzionalità e la persistenza del fenomeno. Il comportamento aggressivo messo in atto dal bullo è il prodotto di un’azione premeditata ed il  rapporto tra il bullo e la vittima è quasi sempre caratterizzato dal ripetersi nel tempo di queste angherie  e dal coinvolgimento anche di altri soggetti che, da spettatori o complici, appoggiano e supportano l’azione del bullo.
Il bullismo riguarda ragazzi di ogni fascia d’età, sesso ed estrazione sociale. Troppo spesso atteggiamenti permissivi o indulgenti manifestati dai genitori del bullo e persino da alcuni insegnanti, che ironizzando su tali “prodezze” e lasciandole correre, offrono ai più giovani una visione della realtà deformata e contribuiscono ad isolare la vittima. Di fatto, chi subisce il bullismo diventa così incapace di agire. Perché la società tende, paradossalmente, ad incolpare la vittima per i soprusi che subisce.
Lo sport, in questo senso, può e deve assumere un ruolo rilevante nella vita dei giovani perché insegna ad affrontare la  vita, a relazionarsi con gli altri, a mettersi sempre in discussione, accettando, ad esempio, serenamente la sconfitta e  superando gli insuccessi. In ambito sportivo si impara presto il principio secondo cui solo attraverso la lealtà, la collaborazione e l’osservazione di norme condivise è possibile raggiungere traguardi prestabiliti.
Attraverso  questa campagna social #OperazioneBullismo, si cerca così di sensibilizzare il popolo del web e non solo sulla piaga del bullismo. Un crimine senza la misericordia del tempo, perché lascia ferite indelebili nell’animo della vittima e permette ai carnefici di andare avanti, costruendo il più delle volte una vita soddisfacente ed appagante.
E’ ora di spezzare questa ruota ed il mondo dello sport ha accettato la sfida.

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