Il Pato: lo sport nazionale argentino, che incarna i valori nazionalisti e lo spirito dei gauchos

Pubblicato il autore: Daniele Caroleo Segui

pato
Nella mia continua ricerca di sport strani e stravaganti che facciano anche parte della storia, della cultura e della peculiarità dei popoli che principalmente li praticano, mi sono imbattuto, in questa occasione, nel cosiddetto “Pato”.
Tale disciplina si è sviluppata in Argentina e si basa, essenzialmente, su un misto di elementi che potrebbero sembrare essere ripresi, per lo più, dal polo e dalla pallacanestro. Il tutto rigorosamente praticato a cavallo.
Il Juego del Pato, che tradotto letteralmente significa “il gioco del papero”, è lo sport nazionale argentino fin dal 1953.
La storia vuole che però la nascita di questo sport risalga a ben quattrocento anni fa, intorno al 1610.
Inizialmente il Pato veniva praticato da due squadre schierate che si contendevano un papero contenuto in un sacco di cuoio con tre manici esterni. Ed è proprio dal triste ruolo che lo sfortunato volatile era costretto ad assumere in questo gioco, ovvero quello della palla, che prende il nome questa disciplina.
A quei tempi il campo da gioco, solitamente, era basato sulla distanza tra due ranch vicini. La prima squadra, infatti, che fosse riuscita a raggiungere il proprio ranch con l’anatra, avrebbe vinto la sfida.
La nascita di questo sport, di fatto, è attribuita ai gauchos che, annoiati dalla routine giornaliera basata essenzialmente sul guardare e controllare il proprio gregge impegnato a pascolare nella pampa argentina, decidono di creare una sorta di passatempo che possa spezzare la monotonia quotidiana.
Il risultato è comunque uno sport molto violento, che registrò anche numerosi morti e feriti durante le azioni di gioco.
Nel diciannovesimo secolo sono stati emessi e ratificati diversi decreti con il chiaro ed esplicito obiettivo di mettere fuori legge questo sport. Ed infatti, soprattutto nel secolo successivo, la sua diffusione diminuì notevolmente, anche grazie all’influenza della Chiesa che considerava il Pato, cosi come tanti altri sport praticati all’epoca in quei luoghi, totalmente immorale.
Ma nonostante tutto, seppur praticato di nascosto o in una situazione di semiclandestinità, il Pato riesce comunque ad essere tramandato fino agli inizi del novecento e, intorno al 1930, riprende ad essere praticato in maniera più diffusa in tutto in territorio argentino, seppur modificato sostanzialmente grazie ad alcuni accorgimenti che lo hanno reso la disciplina sportiva praticata tutt’ora.
Vengono quindi stabilite delle regole chiare e ben definite, che andranno ad impedire azioni violente. Inoltre i paperi e le anatre verranno finalmente salvaguardati e saranno sostituiti da un’apposita palla da gioco munita di manici esterni.
Una sfida di Pato si svolge quindi tra due squadre composte da quattro giocatori impegnati su un campo di duecento metri di lunghezza per ottanta metri di larghezza. A ciascuna estremità del campo è posto un canestro. L’obiettivo del gioco è, ovviamente, centrarlo. La squadra che, al termine dell’incontro, avrà totalizzato più canestri, si aggiudicherà la sfida. Esiste inoltre la versione, diciamo, ridotta del gioco, dove le squadre che si affrontano sono composte da soli tre giocatori ciascuna ed il campo misura settanta metri in lunghezza e venti metri in larghezza. Lo svolgimento della sfida viene controllato da due arbitri ed un giudice di gara.
L’incontro ha inizio con la cosiddetta “alzata”, che può essere effettuata esclusivamente al lato destro del cavallo. La formazione che totalizza più alzate ha la possibilità di iniziare la partita.
A questo punto parte il vero e proprio incontro: i compagni di squadra si passano la palla cercando di arrivare a canestro. Ogni volta che viene effettuato il passaggio, la palla deve essere offerta all’avversario. Quest’ultimo afferra per una maniglia la palla per dare inizio alla cosiddetta “contesa”. In questo contesto i cavalli dovranno essere indirizzati verso la stessa direzione, affinché vengano evitate azioni che possano risultare pericolose. I falli di gioco danno diritto, alla squadra avversaria, ad un tiro a canestro. A seconda della gravità del fallo questo tiro a canestro potrà essere effettuato dai cinque o dai quattordici metri.
Tutto sommato le azione di gioco risultano davvero molto veloci, con pochissime pause per i giocatori e per il pubblico che assiste alle sfide.
Fu il presidente Juan Peròn ad istituirlo come Sport Nazionale Argentino nel 1953: il Pato, infatti, incarnava, in tutto e per tutto, il simbolismo ed i valori del nazionalismo argentino.
Nonostante questo, però, tale disciplina sportiva non è mai stata capace di sostituire la popolarità di sport come il calcio o il polo, ed è rimasto confinato tra pochi appassionati, soprattutto tra gli operatori agricoli delle campagne argentine.
In tutto il paese è comunque possibile trovare numerosi tornei di Pato, riconosciuti ufficialmente dalla Federacion Argentina de Pato y Horseball.
Dal 2 Febbraio del 2017, inoltre, verrà dato il via al il primo torneo nazionale, ovvero il Torneo Nacional de Novicios.
A questa competizione parteciperanno sedici squadre squadre, tra le quali le più importanti sono: Il Baguales, General Las Heras, El Fogón, La Criolla, Il Nitrito, La Totora, La Tacuara, Barrancas del Salado, Chascomús, Barrancas sud di Ayacucho. Ayacucho.

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