La ribalta delle torere. Paz Vega protagonista in un film di Almodovar e Conchi Rios una delle 100 donne più influenti al mondo

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

torerasLa Bbc l’ha inserita nella lista delle 100 donne più influenti al mondo. Perché si sono messe in evidenzia in politica, sport, economia, cultura. Lei è una delle 20 europee, l’unica spagnola. Ma il suo nome non è notissimo. Conchi Rio, di Murcia, 25 anni, torera dallo scorso 9 giugno, una delle 6 donne matador, ma con Mari Paz Vega la sola in attività su oltre 800 colleghi maschi. La motivazione della Bbc? “Credo nell’uguaglianza fra uomini e donne.
Tutti hanno il diritto di lottare per quel sono e per ciò che vogliono fare nella vita”, ha detto Conchi. E tanto è bastato ai britannici. Conchi vuole ricalcare le orme di Cristina Sanchez, la prima matadora negli Anni 90. Ma la sua vita non è stata facile, in un mondo dove il maschilismo è legge. La passione per la tauromachia è legge. La passione per la tauromachia l’ha rapita a 15 anni, seguendo con il nonno una corrida alla Condamina, a Murcia. Il nonno pensò di farle passare la passione mettendola davanti a un bel vitello.
Ma lei, che studiava danza, si mise a muoversi lenta e agile davanti all’animale, quasi in un ballo, e mostrò confidenza e sicurezza. Il nonno allora la iscrisse a una scuola di tauromachia a Murcia. E poi a Cadice, Granada, Siviglia, Albacete, Madrid…. Finchè nel luglio 2011, a 20 anni, la fanno debuttare a Madrid, a Las Ventas, come novillera, cioè nelle corride con torelli. Conchi non sembra raggiungere il suo sogno ma nessun manager la chiama più. Per ben 3 anni. Se ne va in Perù, “ma lì ti giochi la vita per nulla, non c’è sicurezza, né legge”. Così torna in Spagna, si mette a studiare psicologia. Finchè a giugno ottiene la alternativa, il titolo di matador. I suoi idoli sono Xena, la principessa guerriera, e Rocky Balboa. Perché hanno dovuto lottare per emergere. Proprio come Conchi Rios.
Ma Conchi non è sola. Quasi contemporaneamente allo “sdoganamento” del regista Pedro Almodovar, che in “Parla con lei“, tra i protagonisti del film, aveva inserito proprio una torera, poi ferita durante la corrida, è arrivato il riconoscimento ufficiale dello stile della Vega, definito “armonico e aggraziato” dagli esperti. In un momento di crisi per questa storica disciplina, quindi, Mari Paz Vega è riuscita a riportare interesse verso il mondo delle corride, che subisce sempre più accuse dagli ambientalisti di tutto il mondo. Il pubblico, che ultimamente ha spesso disertato gli spalti, quando c’è lei accorre invece numeroso. La spagnola, nata a Malaga non a caso da una famiglia di toreri, si va a inserire quindi nella tradizione della mitica Conchita Cintròn, prima donna-torero, e acclamata protagonista già negli anni quaranta. La Vega ha cominciato in Colombia e in Messico. Poi, nel 2005, il ritorno in Spagna e il grande successo. A proposito di donne-torero, una fotografa statunitense naturalizzata spagnola, Gina LeVay, ha dato vita a un progetto multimediale che vede protagoniste proprio “las toreras“, e tra queste naturalmente la Vega. La collezione si intitola “Bull Fight”. L’artista ha cercato di studiare (e di immortalare) il rapporto tra danza e io femminile, e il conflitto tra quest’ultimo e la corrida, forma d’arte storicamente maschile. Il risultato è sorprendente.

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