Yana Kudrjavceva, il ritiro del cigno

Pubblicato il autore: francesca la fata Segui

Risultati immagini per yana kudryavtseva 2016Yana Alekseevna Kudrjavceva è incantevole. Basta guardarla entrare in pedana per vedere in lei la ginnastica ritmica nella sua forma più pura. Aggraziata, leggera, estremamente elegante, portatrice dell’attrezzo come fosse estensione del suo corpo e del suo corpo come fosse estensione della musica stessa, un cigno. All’età (19 anni) in cui si può ancora dare tanto. Ma Yana, dopo un argento nei giochi olimpici di Rio, 12 ori nei campionati mondiali di ritmica fra 2013 e 2015 più 3 argenti, 4 ori ai giochi europei di Baku nel 2015 e 11 ori fra 2012 e 2016 nei campionati europei di ginnastica ritmica, ha detto basta.

Ma chi è questa ragazza tra le più promettenti e titolate della storia della ginnastica?

Yana è figlia “d’arte” del nuotatore Aleksej, medaglia d’oro olimpica a Barcellona 1992 nella gara 4×200 m stile libero, e ha iniziato la sua carriera nella ginnastica ritmica, sport diffusissimo in Russia, all’età di 4 anni, vincendo in età giovanile due ori agli europei nel 2012.

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Arrivata da super favorita alle olimpiadi di Rio dopo i 4 ori agli europei di Baku nel 2015 e la vittoria nell’all round a Stoccarda, la Kudrjavceva ha visto sfumare davanti a sè la medaglia d’oro olimpica per un errore durante la terza rotazione, quella delle clavette, dove una le è rovinosamente scivolata. A dispetto delle aspettative, la russa si è vista superare dalla connazionale Margarita Mamun, autrice di 4 prove impeccabili, tutte sopra il 19 di punteggio.

Eppure la carriera stellare di questa ragazza si è conclusa poche settimane fa, quando Yana Kudrjavceva ha deciso di dire stop a seguito delle complicanze derivate da un problema alla caviglia che da più di un anno la affligge e l’ha costretta a gareggiare più volte con vistose fasciature e notevole pressione psicofisica.

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La caviglia risulta infatti essere uno degli arti più delicati per una ginnasta, che sin da bambina sforza notevolmente il collo del piede e vi carica tutto il peso del corpo per la maggior parte dell’esercizio. Il problema della ginnasta russa, che l’ha portata per due volte all’operazione chirurgica tra l’altro, si è infatti manifestato proprio a causa di un eccessivo carico di lavoro prolungato in un periodo di sviluppo particolarmente delicato per Yana.

Il ritiro della Kudrjavceva ci ricorda quello della nostra Sofia Lodi, ginnastica giovanissima classe ’98 che si è ritirata dopo le olimpiadi di Rio, affermando di volersi ora dedicare ad altre cose, quali la famiglia, gli amici e l’università. Sofia, che ha iniziato all’età di 4 anni presso la società “Forza e costanza” di Brescia per poi entrare nella rosa della super titolata società bresciana “Brixia”, si è distinta all’interno della squadra delle farfalle per l’enorme talento e la capacità di gestione della pressione che nonostante la giovane età ha saputo dimostrare sin da subito anche nelle gare più importanti.

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Anche lei, però, ha deciso di appendere le scarpette al chiodo, decisione in parte anche figlia degli sforzi fisici e psicologici che accompagnano ogni giorno la vita di una ginnasta, impegnata in allenamenti di 8 ore ogni giorno presso centri federali lontani da casa.
Ora per la ginnastica ritmica, soprattutto italiana, si apre una nuova importante fase di novità e promesse.

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