Atletico Chiaravalle, le emozioni di Molinelli tra Campionato e Coppa Italia

Pubblicato il autore: Giovanni Romagnoli Segui

Nicolò Molinelli – Tecnico dell’Atletico Chiaravalle

Una marcia trionfale accompagna la stagione dell’Atletico Chiaravalle sin da questa estate. Un cammino fatto di sole vittorie. Mai una partita storta, e anche quando successo sono state tutte raddrizzate. Mai una difficoltà, e anche quando si sono presentate sono state prontamente superate.
D’altronde i numeri parlano chiaro, sia in Campionato che in Coppa non c’è stata mai storia per le avversarie. I numeri e le statistiche però, se non analizzati e interrogati, non restituiscono tutto. E chi meglio dell’allenatore delle rosanero può spiegare cosa sia successo col Camerano. Già perché lo scorso turno le ragazze di Molinelli sono cadute per la prima volta in stagione, cedendo il passo, tra le mura amiche, per 2 a 1 alle cameranesi. “La sconfitta di per sè -spiega il tecnico chiaravallese- è parte di un campanello di allarme che era già suonato a Filottrano, quando alla prima di ritorno abbiamo sì preso tre punti, ma probabilmente un pareggio sarebbe stato più giusto, sicuramente per meriti loro, ma soprattutto perché non avevamo l’atteggiamento giusto in campo. Questa leggerezza, unitamente all’aver avuto meno fame del solito, si è respirata anche in settimana così ho allertato le ragazze su ciò e con il PianDiRose abbiamo reagito bene, ma con il Camerano ci siamo ricascati, seppur sconfitta nettamente immeritata, noi non abbiamo avuto quella rabbia solita mostrata fino alla vittoria della Coppa.

La classifica continua chiaramente a sorridere all’Atletico Chiaravalle, dove guarda tutti dall’alto con 9 punti di vantaggio sulla Civitanovese, quindi è difficile parlare di ridimensionamento. “Questo scivolone ci deve far capire, una volta per tutte, che non è solo una frase fatta il ‘dover avere sempre la giusta fame’ perché altrimenti si rischia con tutti. Non siamo una squadra di un altro pianeta e non possiamo permettercelo, ma quando abbiamo la fame giusta allora si che siamo davvero forti. Ci farà bene sicuramente questa sconfitta, ci fa capire che le vittorie si sudano e non sempre si possono ottenere nei primi 15′ o in modo rotondo.

La miglior cura dopo una sconfitta è quella di tornare subito in campo e vincere. E il calendario sulla carta sembra essere benevolo perché le rosanero faranno visita al Civitanova 1996, reduce sì da 2 successi nelle ultime 4 partite, ma pur sempre nelle zone basse della classifica perché nelle precedenti 12 partite avevano raccolto solo sconfitte. “A noi non deve importare con chi giochiamo, mai! Non vediamo l’ora di tornare in campo per tornare a prendere i 3 punti e riprendere la corsa, poi davanti chi c’è c’è!

Una vittoria che potrebbe servire per tornare a macinare punti in Campionato e che potrebbe dare nuova serenità in vista dell’impegno di mercoledì quando a Scandicci andrà in scena la gara di andata di Coppa Italia. “Sicuramente un successo ci darebbe la giusta spinta prima della Coppa. Sarà dura, affrontiamo una squadra forte, ma forti lo sappiamo essere anche noi e andremo a Scandicci mettendo in campo le nostre armi tornando a casa con il miglior risultato possibile, quindi andremo per vincere ovviamente, ma con la testa, perché dura 120′ questa partita.” Gara difficile anche perché come logico che sia non ci sono molte informazioni sulle quali preparare il match. “Diciamo che la stiamo preparando indirettamente già da un pò -spiega Molinelli-, studiando varie soluzioni tattiche e curando i dettagli, perché saranno questi a decidere una partita così importante a eliminazione. Qualcosa su di loro chiaramente lo conosciamo, ma dobbiamo comunque pensare a essere noi stessi, perché quando lo siamo, e lo saremo di sicuro, non dobbiamo temere nessuno.

Un appuntamento, che comunque andrà, segnerà la storia della Società, impegnata per la prima volta fuori regione. “Con emozione dico che essere arrivati qua è un enorme orgoglio per me e per i miei amici che abbiamo creato e guidato questa piccola grande Società e che a 9 anni dalla sua nascita porterà il nome di Chiaravalle alle porte di Firenze. Per me è un gran giorno che premia anni di lavoro e sacrificio, anche perché saremo seguiti, saremo in tanti, e tutto ciò è fantastico, però sinceramente ora penso soltanto ad aiutare la mia squadra per arrivarci più pronta possibile e per portare a casa un altro risultato da sogno. Non andiamo sicuro a Scandicci per fare una festa o una gita, la festa la vorremmo fare il 22 nella sera del match di ritorno.

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