Quel pasticciaccio brutto della Ryder Cup 2022: fideiussione saltata, evento a rischio

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Ryder Cup 2022 a rischio?

Non c’è pace per i grandi eventi sportivi ospitati a Roma: la Ryder Cup 2022, la più importante e prestigiosa competizione di golf che vede affrontarsi sul green America ed Europa e che per quella data sarà ospitata in Italia, è a rischio; e questo dopo che la città eterna si era già giocata una edizione dei Giochi Olimpici nel 2024 a portata di mano e dopo lo stop (parziale) al nuovo stadio della Roma. Facciamo un po’ di chiarezza in quella che potenzialmente rischia di essere una nuova figuraccia sportiva per l’Italia (e meno male che ci siamo aggiudicati gli Europei Under 21 di calcio per il 2019 che guarda caso non si svolgeranno a Roma).

Che cos’è la Ryder Cup

Anzitutto, chiariamo che la Ryder Cup è una competizione di antico prestigio che si tiene quasi ininterrottamente ogni due anni dal 1927, alternando come luoghi ospitanti dell’evento città degli Stati Uniti e dell’Europa. Diciamo quasi ininterrottamente perché ci fu una volta in cui la Ryder Cup venne posticipata di un anno a seguito dei fatti dell’11 settembre 2001 (da lì la cadenza biennale negli anni pari).
Riunisce i migliori golfisti dei due continenti che si affrontano divisi in due squadre in un torneo sulla distanza di 18 buche per un totale di 28 incontri (otto foursome, otto fourball e dodici incontri individuali). Si tratta di una competizione in grado di apportare una visibilità ed attrattività mediatica non indifferente visto che parliamo del terzo evento sportivo nel mondo dopo Olimpiadi e Mondiali di Calcio, capace di garantire altresì un indotto milionario. A riguardo, solo per la probabile (possibile?) edizione in Italia, Sky Sport, che detiene i diritti di trasmissione dell’evento nel nostro Paese, ha calcolato una cifra pari a 150 milioni di euro di guadagni diretti e non, ma si parla addirittura di un impatto ancora più forte connesso anche agli eventi nel periodo che va dal 2016 al 2027, pari a 500 milioni di euro.
E come affermano dalla Federazione Italia Golf, la Ryder Cup riesce a “richiamare 300.000 spettatori provenienti da 96 diverse nazioni con 192 Paesi collegati attraverso un network di 53 emittenti tv per un totale di più di 500 milioni di case raggiunte per ciascun giorno di gara“. Un bel business, insomma.
Consideriamo inoltre che la Ryder Cup 2022 sarà per l’Italia un evento eccezionale perché si tratta della prima volta che il Belpaese ospita un evento del genere nonché la terza nazione europea fuori dalla Grand Bretagna ad accogliere questo grande happening golfistico (gli altri Paesi non UK sono stati la Spagna nel 1997 e la Francia a cui toccherà l’onore il prossimo anno). Tuttavia, non sarà proprio Roma ad ospitare la Ryder Cup 2022,  bensì Marco Simone Golf&Country Club di Guidonia, distante appena 22 km dall’urbe.

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Lo fideiussione bocciata che mette a rischio la Ryder Cup 2022

Nella giornata di mercoledì era in discussione al Senato il cosiddetto decreto salvabanche o decreto salva risparmio. All’interno di esso era stato inserito un emendamento a firma del senatore Pd, Turano, con il beneplacito del ministro dello Sport Luca Lotti, in cui veniva prevista una fideiussione statale di 97 milioni di euro per organizzare la Ryder Cup 2022: tradotto, lo Stato Italiano garantiva per la riuscita dell’evento.
Il presidente del Senato, Piero Grasso, ha però respinto l’emendamento dichiarandolo “estraneo per materia dal provvedimento e non c’entra nulla con la tutela del risparmio“. In pratica, inammissibile, in virtù anche di una sentenza della Consulta che vincola il legislatore a prevedere una sostanziale omogeneità tra decreto legge e la sua conversione.
Conseguenza diretta lo stop temporaneo della Ryder Cup 2022 sulla quale, ora, si addensano nubi minacciose. Se dal governo si assicura che si tratta di una fideiussione figurativa e che lo stato non sborserà i soldi, trattandosi di una garanzia che coinvolge il Credito Sportivo dopo che il Governo aveva già stanziato per l’evento 60 milioni, c’è da dire che questo emendamento continua a vagare in Parlamento sin da quando era stato proposto nella Legge di Stabilità del 2017 per poi venire cassato e ricomparire ai primi di febbraio in commissione Finanze, inserito nelle pieghe del decreto volto a dare maggiori garanzie pubbliche a sostegno delle banche.
Per la Federgolf, che sta intanto chiudendo degli accordi con Infront (su Repubblica si parla di una garanzia da parte dell’advisor pari a 50 milioni) e con sponsor come Rolex, si tratta di una doccia gelata, dopo le critiche ricevute per i costi della Ryder Cup 2022 guardando agli stanziamenti del Governo.
Per salvare il salvabile bisogna fare presto perché i termini per presentare la fideiussione scadono il 26 febbraio, altrimenti la competizione sarà drammaticamente a rischio.

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Ryder Cup 2022 a rischio, il presidente Federgolf Chimenti: “Non possiamo rinunciarci”

Giovedì, il presidente della Federgolf Franco Chimenti, si è così espresso sulla vicenda in una conferenza stampa nella sede della Federazione: “La Ryder Cup è un evento irrinunciabile per il futuro non solo del golf ma di tutto lo sport italiano. È irrinunciabile perché è legata a un turismo ricco e importantissimo per il nostro paese. Per questo ritengo che non si possa rinunciare e personalmente non rinuncerò mai finché non mi diranno di no“.
Chimenti assicura che chiederà una proroga per presentare la fideiussione, certo che verrà concessa ma non a lungo termine. “Poi convincerò tutti gli scettici che non è un problema avere questi soldi – continua il presidente della Federgolf – servono garanzie che possano convincere gli stranieri che noi italiani, che forse suscitiamo perplessità, invece siamo persone credibili“.
E per quanto riguarda le polemiche sui costi della Ryder Cup 2022 aggiunge: “Non abbiamo bisogno di questi soldi, siamo in grado di sopperire tranquillamente. Intanto questi 97 milioni già diventano 57 perché abbiamo quasi chiuso un accordo (quello con Infront citato sopra, ndr) e con altri lo faremo. Riguarda un tempo di 12 anni, che significa 8 milioni l’anno. Con questo accordo si scende a circa 4,5 milioni l’anno. A noi serve solo la garanzia, poi andiamo avanti per la nostra strada“.

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Chimenti quindi assicura che la Ryder Cup 2022 potrà reggersi sulle proprie gambe e gli fa eco il direttore designato dell’evento Gian Paolo Montali, che non nasconde la sua preoccupazione per le tempistiche: “Il progetto con le sue garanzie finanziarie dovrà essere completato alla fine di questo mese al massimo, altrimenti il rischio che ci possano togliere la Ryder Cup 2022 è assolutamente reale. Siamo molto grati a chi si sta adoperando per far andare in porto questo progetto siamo in ritardo di quasi un anno con gli inglesi in merito alle garanzie da dare. Ci è arrivato un primo ultimatum da rispettare entro il 13 febbraio, poi noi abbiamo chiesto un rinvio al 28 febbraio. Come procedere adesso? Le soluzioni ora sono di natura politica e non dipendono da noi“.

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