Tennis tavolo: Roncelli sarà eletto presidente del Coni regionale della Campania

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

Sergio Roncelli a 18 anni si innamorò del tennistavolo giocato nei circoli del Vomero, tra il TTC e dovunque ci potesse essere un tavolo per giocare a ping pong. Ha vissuto l’epopea della Libertas Alfaterna da dirigente provinciale, quella degli scudetti e delle finali europee con Mondello e i cinesi. Oggi è presidente regionale e continua a giocare da master difendendo i colori della Stella del sud Napoli, club di piazza Nazionale. Il 4 marzo diverrà presidente del Coni regionale.

Napoletano del Vomero, il 16 febbraio ha compiuto 72 anni. E il 5 febbraio ha avuto l’in bocca al lupo del presidente del CONI, Giovanni Malagò, in occasione della cerimonia di consegna del collare d’oro al Tennis Club Napoli. “Le parole di Malagò– conferma la sensazione-sono state molto belle e mi fa piacere che tutto il mondo sportivo regionale si sia compattato attorno alla mia candidatura senza divisioni. Segno-ribadisce Roncelli– che si vuol lavorare tutti insieme verso scadenze importanti“. E proprio le Universiadi sono la sua preoccupazione. Intanto la visita è stata positiva. Pur con i suoi grandi problemi l’impiantistica napoletana ha superato l’esame. alla stregua della grande macchina organizzativa formata da 10.000 società, 600mila atleti, 60mila tra dirigenti e tecnici, a conferma che  Napoli può avanzare e imporsi non solo nel calcio ma davvero in tutte le altre discipline sportive. Non a caso, ogni anno vengono premiati oltre cento atleti napoletani che si sono distinti in campo nazionale e internazionale. E non solo tra i senior, anche tra i ragazzi. Questo grazie alla passione dei ragazzi ed alla competenza di dirigenti e tecnici.

Ogni giorno, infatti, assistiamo ad un ulteriore passo verso il decadimento dell’impiantistica sportiva in città. Da ultima la chiusura della struttura di Ponticelli, il Palavesuvio. Lo stadio Collana, fermo per un mero cavillo burocratico tra Regione e Comune, il Palabarbuto, la piscina scandone, le piscine della Mostra d’Oltremare, la piscina di Scampia sono tanti gli impianti che sono stati chiusi o che versano in stato di degrado e la lista rischia di allungarsi. E proprio il programma principale di Roncelli sembra essere orientato sul miglioramento delle struttura: “Aprire palestre delle scuole alle società sportive. Con il sindaco abbiamo calcolato che a costi molto bassi se ne potrebbero aprire il 30% rispetto al totale degli Istituti sul territorio. Quelle cioè che hanno un ingresso indipendente o per le quali basterebbe poco a realizzarlo. Sarebbe una prima risposta alle enorme fame di sport esistente. Chi garantisce lo sport ai cittadini sono le federazioni“. “Senza di loro– ribadisce Roncelli– non ci sarebbe lo sport di massa diventato unico baluardo anche per la sanità pubblica“.  Roncelli non ama molto il calcio anche se riconosce che ora la città ha una squadra da scudetto: “Il calcio e la SCC Napoli sono molto importanti per la città. Ma io devo riconoscere che tra i partenopei sportivi ci siano anche grandi campioni. Mi riferisco a Massimiliano Rosolino, Patrizio Oliva, Sandro Cuomo e tanti altri. Sportivi che vanno oltre il calcio e fanno parlare di Napoli come e ancora di più di calcio“.

  •   
  •  
  •  
  •