Caro amico ti scrivo: cinque anni senza Lucio Dalla

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui

Lucio Dalla in versione cestista, a confronto con Augusto Binelli della Virtus Bologna

Montreux, Svizzera, è la mattina del 1° marzo 2012: Lucio Dalla è morto, colpito da un infarto. Il cantautore e musicista bolognese, originario del Gargano (terra che ha ispirato molti suoi testi) è passato a miglior vita all’età di 68 anni, poco prima del suo compleanno, il 4 marzo (data che ha ispirato la famosissima 4 marzo 1943).

Stimato in tutto il mondo, Dalla è stato il più grande innovatore della musica italiana, scrivendo capolavori cantati in ogni angolo del globo come CarusoL’anno che verrà Attenti al lupo, ma anche testi meno famosi che hanno scandito la storia e segnato irrimediabilmente le vite degli italiani, come FuturaCome è profondo il mareHenna e non solo.

Lucio Dalla e lo sport: calcio, ma soprattutto basket

Dalla e Morandi allo stadio Dall’Ara

Lucio Dalla era un grande amante dello sport. Tifosissimo del Bologna (anche se negli anni sessanta è stato un simpatizzante del Milan, citato nella sua canzone Milano) e della Virtus Bologna, in realtà il cantautore prediligeva il basket al calcio: “Il basket, a differenza di altri sport, ogni venti secondi ti regala un’emozione“. Allo stadio Dall’Ara Lucio ha ancora il suo seggiolino in tribuna platino (con un suo disegno mentre suona il sassofono), che non sarà mai vuoto perché la Fondazione Dalla continua da anni a rinnovargli l’abbonamento. Da appassionato di calcio, ovviamente Lucio è stato un estimatore di Roberto Baggio, in rossoblu nella stagione 1997-1998: tanto da dedicargli la canzone Baggio Baggio nell’album Luna Matana.

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La passione per i motori

Calcio, basket e non solo. Dalla ammirava molto anche i motori: tre volte corridore nella Mille Miglia (gara alla quale ha dedicato una canzone nell’album Automobili) con una Porsche 365 Carrera, guidava una Posche 911 Carrera. Ha dedicato una canzone al pilota Tazio Nuvolari (utilizzata come spot dall’Alfa Romeo) ed una ad Ayrton Senna. In quest’ultimo brano, molto struggente, Dalla si immedesima nel pilota scomparso, ripercorrendo il tragico incidente: “anche se forse non è servito a niente, tanto il circo cambierà città, tu mi hai detto “chiudi gli occhi e riposa”, e io adesso chiudo gli occhi“. Dalla ha avuto a che fare anche col motociclismo: era un amico di Valentino Rossi, al quale gli dedicò Due dita sotto il cielo.

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Caro Lucio ti scrivo

Disegno ritratto iperrealista Lucio Dalla

Ritratto di Lucio Dalla. Opera di Caterina Mazzei

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’“: quel 1º marzo 2012 ci hai spiazzato un po’ tutti. Oggi, sono cinque anni che Lucio Dalla non è più tra di noi. O meglio, non lo vediamo.
Eri un grande amante della terra del Gargano, della quale eri originario, ma soprattutto eri un grande amante dell’immenso mare. Dopotutto, “com’è profondo il mare“…
Lucio Dalla non era solo un cantautore. Lucio Dalla era un poeta, capace di descrivere ogni storia ed addirittura di trasmettere nei suoi testi profetiche emozioni sulla sua vita. Un uomo fuori dagli schemi, la cui “impresa eccezionale era essere normale“. Un uomo che con le sue canzoni ci ha lasciato un preziosissimo testamento.
E chissà chissà, domani, su che cosa metteremo le mani“. Il futuro senza gente come lui, come Battisti o De André è sempre più buio e diverso. Si sente profondamente la mancanza di geni capaci di tramandare emozioni attraverso storie talmente comuni da diventare speciali. “Vedi caro amico cosa si deve inventare, per poter riderci sopra, per continuare a sperare“.
E quel 1º marzo non è diventato altro che il giorno in cui “la vita finisce. Ma lui non ci pensò poi tanto. Anzi si sentiva già felice. E ricominciò il suo canto.”
Te voglio bene assaje“.
Sabato scorso ero in partenza per Milano. Poche ore prima della partenza, parcheggio la mia auto sotto casa e sto per spegnere il motore. Tutto d’un tratto sento delle note familiari. E dalla radio parte proprio “Milano” di Lucio Dalla. Un segno del destino? Forse. Ma secondo me è Lucio che mi guarda dall’alto e che vuole continuare a scherzare, come faceva sempre.
Ciao Lucio. “Adesso spengo la luce, e così sia“.

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