Al via i Giochi mondiali invernali Special Olympics, 34 gli Azzurri in gara

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui
Special Olympics Italia

La presentazione degli Azzurri impegnati negli Special Olympics 2017

Saranno 34 gli azzurri in gara ai Giochi mondiali invernali Special Olympics che prenderanno il via il prossimo 14 marzo a Schladming. Fino al 25 marzo 2700 atleti in rappresentanza di 107 nazioni si sfideranno sulle nevi austriache. L’iniziativa è stata presentata questa mattina presso la Sala giunta del Coni a Roma, alla presenza del presidente del Comitato olimpico nazionale, Giovanni Malagò e del numero uno del Cip, Luca Pancalli.

Ai Giochi l’Italia sarà rappresentata da 48 persone, 34 gli atleti che gareggeranno nelle discipline dello sci alpino, sci nordico, snowboard e corsa con le racchette da neve. Tre le location per le gare: Graz, Schladming-Rohrmoos e Ramsau, ventimila gli spettatori attesi. Le gare in programma dal 9 marzo, il giorno dopo la cerimonia di apertura, si articoleranno in 9 specialità dello sport invernale: pattinaggio artistico, pattinaggio di velocità su ghiaccio, floorhockey, floorball, corsa con le racchette da neve, sci alpino, sci nordico, snowboard e stickshooting. La cerimonia di chiusura il 24 marzo a Graz presso lo stadio Liebenau.

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Special Olympics Italia, parole di Malagò e Pancarlli

La nostra è un’unica grande famiglia -spiega Malagò durante il suo intervento-. Questa iniziativa di strada ne ha fatta tanta, e parlo anche di tutto quel mondo che sta dietro agli atleti: tecnici, delegati, accompagnatori. Se il mondo dello sport riesce a mandare dei segnali, e a sensibilizzare tutti su questo tema, è importante“.

Siamo convinti che lo sport sia uno strumento di politica attiva per far crescere il Paese e la sua cultura. Nel mondo dei ‘più deboli’ il tema del disagio intellettivo e relazionale è un grande tema, e le storie di questi ragazzi sono la risposta più chiara di ciò che può fare lo sport -prosegue Pancalli-. E’ questo lo sport, non solo quello agonistico, in realtà questo è lo sport che decliniamo tutti i giorni. Lo sport è importante e se riesce a tenere accesi i riflettori su questi temi di sensibilizzazione sociale, io da uomo di sport sono orgoglioso. Un paese che cresce lo fa anche grazie allo sport“.

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Special Olympics Italia, l’iniziativa adotta un Campione

Il sogno di partecipare ai Giochi mondiali per due azzurri sarà possibile grazie al sostegno di Snai che attraverso le donazioni nei suoi 1600 negozi e corner, oltre che online, ha permesso di ‘adottare’ due atleti, uno di questi, Luciano Ragghianti (corsa con le racchette da neve), era presente in sala. “Vedere la passione e l’entusiasmo di questi ragazzi è molto emozionante -sottolinea Fabio Schiavolin, AD di Snai-. Crediamo fortemente in questa iniziativa, nello sport e nel ritorno per una collettività meno fortunata. Con iZilove Foundation vogliamo essere agenti di promozione di questo movimento: per noi questo è un valore in cui credere e per il quale farsi parte attiva. Metteremo a disposizione le nostre strutture, abbiamo a Milano 1,5 milioni di metri quadri dell’ippodromo di San Siro, abbiamo Montecatini. Pensiamo che il combinato dell’adozione, donazione, condivisione, promozione e messa a disposizione degli spazi e del network dell’azienda possa essere di aiuto“.

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Le parole del Direttore di Special Olympics Italia

Dietro questi 34 atleti, e i 16mila italiani, ci sono 16mila storie, ogni atleta ha davanti a sé un percorso molto importante di autonomia. Questi ragazzi non vanno con papà e mamma ma con allenatori che non sono i loro a partecipare alle gare“, spiega Alessandra Palazzotti, direttore nazionale Special Olympics Italia.

Tanti gli atleti in sala per raccontare la loro esperienza, a partire da Luciano Scandariato: “Lo Special Olympics mi ha cambiato la vita. Prima mi prendevano in giro e non uscivo di casa. Come atleti faccio dei viaggi da protagonisti, i genitori sono i nostri primi tifosi“. “Per me è iniziato tutto nel 2015 in un momento di grande difficoltà -aggiunge Maria Grazia Fois-. Ero spaventata ma lo sport è riuscito a farmi fare gruppo. Lo sport è in grado di unire le persone facendo trovare valori comuni come impegno, passione e volontà di porsi un obiettivo, quello di superare i propri limiti“.

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