Mondiali di Lotta: le novità del regolamento per la kermesse di Parigi

Pubblicato il autore: Marco Picenni Segui

Mondiali di Lotta

Mondiali di Lotta – Parigi 2017

Anche i componenti della squadra azzurra dovranno rispettare diligentemente il nuovo regolamento se vogliono avere speranze di salire sul podio.
Per l’Italia le maggiori ambizioni di medaglia sono affidate a Frank Chamizo, sperando anche in qualche performance di eccellenza dei suoi compagni.
Tuttavia per seguire con cognizione di causa la “nuova” lotta, anche i tifosi dovranno cimentarsi con lo studio delle nuove regole.
Ecco alcune delle novità più rilevanti:

1) È assolutamente vietato per i lottatori tirare i capelli, le orecchie, le parti genitali, pizzicare la pelle, mordere, torcere le dita, e, in linea di massima, compiere qualsiasi azione, gesto o presa che ha per obiettivo di torturare l’avversario o di farlo soffrire; sferrare calci, testate, strangolare, spingere, effettuare prese che possano mettere a repentaglio la vita dell’avversario o portarlo ad una frattura o lussazione degli arti, pestare i piedi dell’avversario e toccargli il viso fra le sopracciglia e la linea della bocca; affondare il gomito o il ginocchio nello stomaco o nella pancia dell’avversario, praticare qualsiasi torsione suscettibile di far soffrire, di tenere l’avversario per il costume; aggrapparsi e appigliarsi al tappeto; parlare durante l’incontro; prendere la pianta del piede dell’avversario, il bloccaggio o l’intreccio delle dita per bloccare l’avversario e la lotta attiva.
2) Le due varianti della lotta sono libera e greco romana, pur avendo in comune l’obiettivo di atterrare l’avversario.
Nella Lotta Greco-Romana è proibito afferrare l’avversario sotto la linea della cintura, fare lo sgambetto e utilizzare attivamente le gambe nell’esecuzione di qualsiasi azione. Nello stile libero maschile e femminile, invece, è consentito afferrare le gambe dell’avversario, effettuare gli sgambetti e utilizzare attivamente le gambe nell’esecuzione di qualsiasi azione.
3) L’area di lotta è suddivisa in un’area centrale, una zona passiva e un’area di protezione. L’incontro è composto da due periodi di 3 minuti con 30” di intervallo.
Al termine viene decretato il vincitore sulla base dei punti di entrambi i periodi.
Quando uno dei due combattenti supera di 8 punti l’avversario nella lotta Greco Romana e di 10 punti nello stile libero maschile e femminile, verrà proclamato automaticamente vincitore dell’incontro per manifesta superiorità tecnica.
La schienata pone fine all’incontro automaticamente indipendentemente dal periodo in cui si è verificata.
Nello stile libero trascorsi 2 minuti del primo periodo, senza che nessun lottatore sia riuscito a conquistare nemmeno un punto, l’arbitro ha l’obbligo di designare il lottatore passivo.
4) La vittoria si conquista nei seguenti casi:
a) per “atterramento”; viene considerato tale anche quando il lottatore attaccato è mantenuto dal suo avversario con le due spalle contro il tappeto per un periodo sufficiente da permettere all’Arbitro di constatare il controllo della schienata. Non è valido l’atterramento eseguito nella superficie di protezione.
b) per infortunio di uno dei due contendenti;
c) per tre avvertimenti subiti durante l’incontro;
d) per superiorità tecnica, come spiegato innanzi;
e) per forfait;
f) per squalifica;
d) ai punti ottenuti dalla somma di quelli conseguiti nell’arco dei due periodi; in caso di parità di punti tecnici, il vincitore sarà decretato tenendo conto del maggior valore delle prese, il minor numero di avvertimenti e/o l’ultimo punto tecnico guadagnato.
5) Il punteggio minimo è di 1 punto, che si conquista nel momento in cui un combattente durante un’azione porta il proprio avversario sulla zona di protezione con un piede interamente fuori senza eseguire una presa. Per ogni singola azione poi, si può raggiungere il punteggio massimo di cinque punti quando in piedi l’attaccante porta l’avversario a terra con la schiena inclinata verso terra ma non completamente giù, con una presa di grande ampiezza. Un punteggio può essere assegnato anche in caso di prese illegali o di passività che si verificano, per esempio, quando si sfugge ad un contatto, viene impedito all’avversario di attaccare uscendo dall’area di lotta, o vengono attuate tecniche che impediscono all’avversario di ingaggiare la lotta.
6) Vi è infine il challenge, che si sostanzia nella possibilità per l’allenatore, nell’interesse del lottatore, di arrestare il combattimento e richiedere che il Delegato della Competizione ed il Presidente di Tappeto visionino un’azione il cui giudizio è contestato.
Tale facoltà è prevista solo nelle competizioni in cui il controllo video dei combattimenti è messo a disposizione in maniera ufficiale dalla UWW o dal Comitato Organizzatore.
Ogni lottatore può avvalersi di un challenge per combattimento.
Laddove, dopo aver visionato il filmato, il Delegato della Competizione conferma i dubbi dell’allenatore che ha chiamato il challenge, questi mantiene la possibilità di richiamarlo per un’altra volta. Se, al contrario, il Delegato della Competizione conferma la decisione del Corpo Arbitrale, il lottatore perde il challenge ed al suo avversario verrà assegnato 1 punto tecnico.

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