Mondiali di judo di Budapest: l’argento di Marconcini a dodici anni dall’ultima medaglia azzurra

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

L’ultimo argento Mondiale per quanto riguarda il judo ci fu dodici anni fa. Un dato che fa si che  l’importanza della medaglia di Matteo Marconcini ai Mondiali di Budapest sia un evento grandioso. Il judoka aretino è stato in grado di poter di nuovo portare a casa l’argento per gli azzuri, scrivendo una pagina importante nella storia di questa disciplina. Otto anni dopo dall’ultimo podio, il bronzo di Rotterdam. Il quarto argento, dopo quelli di Ezio Gamba (due) e Francesco Bruyere appunto, entrambi presenti a Budapest ad applaudire il carabiniere allenato da Roberto Meloni, che guarda caso, dieci anni fa a Rio vinceva anche lui in bronzo mondiale.

Marconcini è arrivato in finale eliminando tipi duri come il montenegrino Mrvaljievic, al tedesco Wieczerkak, anche lui alla prima finale Mondiale della carriera, il percorso di Matteo (sei match) è stato uno show di sicurezza e determinazione: un solo ippon, contro il belga Bottieau al golden score, il resto sono incontri gestiti e anche controllati, come quello contro il padrone di casa Attila Ungvari, uno dei favoriti. L’unica pecca proprio nella finale, quella presa a sorpresa con lo strangolamento che costringe l’azzurro a dire basta dopo 1’54”. Subito le sue sensazioni post incontro: “Mi sentivo bene, e mi sentivo meglio incontro dopo incontro. Sono riuscito a focalizzarmi su un avversario per la volta senza andare avanti e mi sono ritrovato in finale. E qui poi almeno l’argento. Una fatica che ancora non riesco a ripercorrerla, so che ho fatto tanta fatica per essere qui oggi“.

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Marconcini ha vinto il suo primo Mondiale a 28 anni dopo un Olimpiade conquistata quasi in sordina e in cui ha piazzato un ottimo quinto posto. Intanto dal quinto posto di Rio al secondi di Budapest c’è la soddisfazione di aver dimostrato che non era un caso anzi il judoca aretino ha sempre valutato come il Mondiale sia più difficile dell’Olimpiade. tra tanti atleti arrivare secondi è sempre una soddisfazione anche se non si riesce a portare a casa il trionfo e la medaglia d’oro. Con l’eliminazione di Edvige Gwend nei 63 kg, fatta fuori dalla polacca Ozdoba dopo due incontri dominati, Marconcini ha evitato all’intero movimento del judo italiano di tornare a casa da Budapest senza medaglie. Non è andata bene, invece, l’avventura iridata di Antonio Esposito: il napoletano ha subito due waza-ari da parte di Anri Egutidze, ventunenne portoghese di origine georgiana già finalista agli Europei junior.

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Grande medaglia per il tedesco Wieczerkak. Primo importante successo internazionale. Nel 2010 il judoka tedesco è diventato campione del mondo. Nel 2015 ha avuto la medaglia di bronzo. Rispetto a Marconcini, Wieczerzak ha sconfitto tra gli altri il campione olimpico di Hassan Chalmursajew dalla Russia e l’ungherese Laszlo Csoknyai.  Il judoka aretino nella finale contro il tedesco Alexander Wieczerzak si è dovuto arrendersi per lo “strangolamento” decretato dai giudici. Comunque più forte della pubalgia che lo ha afflitto in queste ultime settimane, più forte anche di alcuni avversari affrontati nel percorso verso la semifinale. Matteo Marconcini si è confermato ancora una volta come il miglior azzurro nella categoria degli 81 kg.

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