Sparatoria Las Vegas: vigilia tesa per l’UFC 216. I commenti dei protagonisti dell’atteso match

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Sparatoria Las Vegas

Una veduta di Paradise, sobborgo di Las Vegas dove si terrà UFC 216

Il mondo dello sport è un pianeta a parte rispetto all’attualità, ma spesso quest’ultima irrompe o si intreccia con il primo, con gli atleti che volente o nolente devono fare i conti con un periodo storico talmente perturbato che è difficile rimanere indifferenti o rinchiusi nel rassicurante perimetro sportivo (abbiamo visto come le turbolenze catalane stiano avendo delle ripercussioni importanti nel mondo del calcio spagnolo, per fare un esempio).
I primi giorni di ottobre sono stati sconvolti dalla sparatoria avvenuta a Las Vegas, dove un uomo (probabilmente disturbato mentalmente, mentre si indebolisce la pista dei presunti legami con l’Isis) ha aperto il fuoco con un arma automatica sul pubblico di un festival country, il Route 91 Harvest Festival, causando uno strage con cinquantanove morti e oltre cinquecento feriti: la peggiore sparatoria di massa nella storia americana contemporanea.
Proprio nella zona di Las Vegas, e per la precisione nel sobborgo di Paradise, si terrà sabato 7 ottobre l’UFC 216, uno degli eventi più attesi dagli appassionati delle arti marziali miste (ci sarà anche un’italiana nel main card, la trentunenne Mara Romero Kunoichici Borella che affronterà la coetanea brasiliana Kalindra Faira): ovvio che la disgrazia avvenuta domenica getti un alone di inquietudine, di tristezza e di paura su questa serata di grandi match.
Il presidente della UFC Dana White ha affermato che la serata sarà dedicata all’intera città di Las Vegas e l’organizzazione donerà un milione di dollari ai parenti delle vittime.

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Sparatoria Las Vegas, le parole di Ferguson e Lee: i familiari scampati al pericolo, la voglia di andare avanti

Sparatoria Las Vegas

I due sfidanti nella main card di UFC 216, Tony Ferguson e Kevin Lee

Lo scontro che catalizzerà la serata avverrà tra Tony El Cucuy Ferguson (22-3, con 9 vittorie di fila) e Kevin The Motown Phenom Lee (16-2, che invece vanta 5 vittorie consecutive) che lotteranno per il titolo ad interim dei pesi leggeri. La moglie e la famiglia di Ferguson si trovavano proprio a Las Vegas il giorno dell’eccidio, nei dintorni della zona della sparatoria. Una telefonata del cognato, che ha avvisato il lottatore della strage, è stata provvidenziale, consentendogli di ricongiungersi con i suoi cari che stavano proprio programmando di andare al concerto giacché Ferguson stava facendo tardi con gli allenamenti. Pericolo scampato per pochissimo, insomma.
Kevin Lee è invece di casa a Las Vegas, dove risiede dal 2014 essendo originario di Detroit: tuttavia al momento della strage si trovava in California per promuovere UFC 216, di conseguenza ha colto la proporzione della tragedia solo successivamente. “E’ difficile rivolgere la mente al match di questo weekend” ha affermato il forte grappler che ha rivelato di aver ricevuto parecchie telefonate nei giorni successivi da parte di persone che volevano sincerarsi se stesse bene.

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Lee conosce bene quei luoghi, avendo partecipato ad un evento di beneficenza nei pressi della zona del concerto, ma non vuole lasciarsi andare allo scoramento rivolgendo un messaggio di rivalsa di fronte all’orrore: “In fin dei conti […] chi ha compiuto questo massacro è un codardo e non permetterò che l’abbia vinta. Sabato sarà comunque una festa ed io non avrò paura, combatterò più duramente e vivrò più intensamente“.
Il clima probabilmente comporterà un abbassamento dei toni che sono stati fino ad ora molto accesi tra i due contendenti, sebbene entrambi abbiano dichiarato di non avere nulla contro l’altro. “Kevin è mio fratello, non ho motivi per avercela con lui” ha rivelato un accomodante Ferguson, e gli fa eco Lee che afferma come nella vita ci siano cose più grandi di questo match, al di là delle parole forti che i due si sono scambiati.

 

Tony Ferguson, per la cronaca, recentemente ha riservato altri gesti di cavalleria, ad esempio all’indirizzo di Demetrious Johnson la cui sfida per il titolo dei pesi mosca con Ray Borg sarebbe dovuta essere il clou della serata, per poi essere messo in secondo piano rispetto al match Ferguson vs. Lee. El Cucuy non l’ha presa benissimo, dichiarandosi dispiaciuto per Johnson (che se battesse l’avversario designato batterebbe il record di 11 titoli difesi consecutivamente nella UFC), anche se questo non significa che Ferguson (che se mettesse al tappeto Lee potrebbe difendere la corona dei pesi leggeri successivamente contro Conor McGregor, a meno che l’UFC non privilegi lo scontro più remunerativo tra l’irlandese e Nate Diaz) non si senta meritevole di essere l’evento principale della serata, anzi.
A proposito di McGregor, anche l’attuale campione dei pesi leggeri ha espresso il suo cordoglio e uno stato d’animo “devastato” su Instagram:

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