ESports alle Olimpiadi, il presidente del CIO: “Solo senza violenza”

Pubblicato il autore: Stefano Corradi Segui


Gli eSports, termine con cui sui indicano le competizioni videoludiche giocate a livello professionistico, non verranno inclusi nei giochi olimpici fino a quando comprenderanno violenza e discriminazione. Questo, almeno, è quanto pensa il presidente del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) Thomas Bach, che li ritiene “in contraddizione con i valori olimpici”.

Le parole del CIO

Si tratta di un’altra battuta di arresto per l’inclusione dei videogiochi competitivi all’interno del gruppo degli “sport che contano”. Probabilmente, la sparatoria avvenuta l’agosto scorso a Jacksonville, Florida, durante l’ultimo torneo di Madden NFL 19, deve aver influito sull’opinione del presidente del comitato olimpico, che ha dichiarato: “Non possiamo avere nel programma olimpico sport che promuovono violenza e discriminazione. I cosiddetti killer-games sono, dal nostro punto di vista, in contraddizione con i valori olimpici e, pertanto, non possono essere accettati“. Sono indubbiamente pessime notizie per tutti gli appassionati di eSports, che rappresentano un numero costantemente in crescita nel panorama sportivo internazionale.

A inizio 2018, Newzoo ha pubblicato un report con gli andamenti degli sport elettronici nel 2017, confermando, di fatto, le previsioni auspicate l’anno precedente, in cui vedevano il fatturato del settore avvicinarsi a quota 700 milioni di dollari. Il numero non è esatto, in quanto i dati reali mostrano un valore di poco più basso (655 milioni), ma la cifra manca di poco l’obiettivo e dimostra la solidità del trend seguito dagli osservatori di Newzoo. Secondo loro, il fatturato generato dagli eSports sfiorerà la quota di 1 miliardo di dollari al termine del 2018, per poi superare la soglia del miliardo e mezzo verso il 2021.

Altro dato interessante è la crescita del numero di giocatori e spettatori nel panorama videoludico. La ricerca di SuperData sui dati relativi al 2017 evidenzia una crescita del 21%, dato che dimostra ancora una volta la grande popolarità del fenomeno del gaming professionistico. Sempre secondo SuperData, in Europa, dove il gap rispetto alle manifestazioni nordamericane si sta sempre di più assottigliando, vedremo il numero di spettatori e appasionati crescere dai 258 milioni toccati alla fine dell’anno precedente ai 330 milioni previsti entro la fine di quest’anno.

Esports, cifre da capogiro

Si tratta di numeri sconcertanti per un fenomeno, di fatto, ancora molto giovane e che ha già alle sue spalle una serie di grandi successi. Basta cercare su internet le foto o i video dell’ultimo torneo mondiale di League of Legends per capire a cosa mi riferisco: uno stadio gremito di fan in visibilio per i partecipanti e uno spettacolo di inauguarazione colossale che nulla ha da invidiare agli show del Superbowl americano o alle inaugurazioni delle competizioni olimpioniche.

Proprio per questa ragione, già dallo scorso 21 luglio, il CIO aveva organizzato un forum al fine di dibattere riguardo alla possibilità di inserire gli eSports tra le attività olimpiche, assieme a proprietari di team, player e altre figure degli sport elettronici. Le dure parole di Thomas Bach rappresentano un altro ostacolo all’inclusione di questo fenomeno all’interno della competizione a cinque cerchi. Tuttavia, le cifre parlano chiaro e uno scenario in cui i videogiochi non faranno parte delle olimpiadi sembra sempre più improbabile. La dichiarazione del presidente del CIO non sarà certamente l’ultima in materia. Il comitato olimpico continuerà a parlare di eSports ancora per tanto tempo. 

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