Olimpiadi invernali 2026 anche nelle valli di Bergamo?

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui

In queste settimane caratterizzate dall’emergenza Coronavirus, a livello istituzionale (e non solo) si è fatto un gran parlare della ripartenza delle attività sportive; ci sono Paesi, come l’Olanda, che hanno detto stop almeno sino all’autunno e altri, come la Germania, che stanno pianificando la ripresa. Il punto è che ora il dogma di base è mutato: se prima pareva non poterci essere lo sport con il Covid-19, adesso sembra che non si possa uscire dal Covid-19 senza sport. Nessuna proprietà terapeutica, per carità. Tuttavia, la profonda crisi economica che grava sull’Italia (e non solo) suggerisce l’esigenza di rimpinguare le casse statali, già pesantemente chiamate a fare fronte a uno scenario impronosticabile e dalla conclusione ancora incerta. Per questo, nelle stanze non sempre troppo segrete della politica, sta facendosi largo un’ipotesi curiosa, che potrebbe rivoluzionare i programmi futuri della nostra nazione. O, almeno, quelli a cinque cerchi.

OLIMPIADI INVERNALI 2026: GARE NELLE VALLI BERGAMASCHE?

Va interpretata in tal senso la proposta effettuata da Alessandra Gallone, vicepresidente dei senatori di Forza Italia e riportata sull’edizione odierna de “L’Eco di Bergamo”: disputare alcune gare delle Olimpiadi invernali 2026 anche nelle vallate che circondano la città della funicolare, divenuta suo malgrado in questo periodo uno degli emblemi della tragedia per quanto concerne i contagi e i decessi connessi al virus nello Stivale. Come sottolineato dall’esponente politica, la provincia di Bergamo è già stata in passato teatro di prove valide per la Coppa Europa e anche per l’assegnazione dei titoli italiani assoluti di sci. Inevitabilmente, poter contare sulla sua fruibilità rappresenterebbe un valore aggiunto, soprattutto in virtù della sua vicinanza a Milano, che organizzerà i Giochi insieme a Cortina.

OLIMPIADI INVERNALI 2026: IN COSA CI GUADAGNEREBBE BERGAMO?

Oltre all’indubbio fascino di ospitare la kermesse sportiva per antonomasia, quella a cui tutti i praticanti di qualsiasi disciplina sognano di partecipare almeno una volta nella vita, Bergamo e le sue vallate potrebbero introitare cifre interessanti durante lo svolgimento della manifestazione. Le strutture ricettive, alberghi in primis, zavorrati dall’attuale carenza di prenotazioni (e anche per il prosieguo dell’anno le cose non parrebbero mettersi troppo in discesa), potrebbero tornare a viaggiare su medie quotidiane lusinghiere, con la possibilità di far conoscere la qualità del proprio servizio anche al di fuori dei confini italiani. Parallelamente al settore turistico, si assisterebbe a un’autentica valorizzazione degli impianti presenti sui pendii orobici, incluse le piste omologate per le competizioni di sci nordico, con la prospettiva neanche troppo lontana di divenire tappa fissa del circuito di Coppa del Mondo.

OLIMPIADI INVERNALI 2026 A BERGAMO CON DUE RAPPRESENTANTI ILLUSTRI?

Oltretutto, l’eventuale disputa di alcune gare nel Bergamasco consentirebbe a due atlete originarie di quei luoghi di cullare l’ambizione di bissare la medaglia d’oro sulle medesime nevi che tante volte le hanno viste cadere, sbagliare, rialzarsi, migliorare, perfezionarsi, sino a giungere alla conquista di allori prestigiosi: si tratta della discesista azzurra Sofia Goggia e della snowboarder Michela Moioli (nativa di Alzano Lombardo), entrambe campionesse olimpiche ai Giochi di Pyeongchang 2018. E, sempre dalla Lombardia, giunge anche Federica Brignone (Milano), fresca vincitrice della Coppa del Mondo assoluta di sci alpino: le premesse per pensare in grande ci sono tutte. Anche così, in fondo, Bergamo e l’Italia possono rinascere.

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