Maratona di Roma, la Grande Bellezza ai piedi dei podisti, Italiani TERZI

Pubblicato il autore: Andrea Danzi Segui

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Finalmente Roma! La maratona più affascinante del mondo è partita alle 8.30 sotto pioggia, temperature invernali e umidità elevata. Maratona bagnata, maratona fortunata? Forse, ma sicuramente maratona faticata. Correre al freddo e sotto l’acqua non è facile, soprattutto a livello muscolare. Quadricipiti infreddoliti e rigidi diventano i peggiori nemici di un maratoneta in queste situazioni, ma la voglia di avere per un giorno la Grande Bellezza ai propri piedi ha prevalso.
I top runners uomini partono di gran lena tirati da lepri indemoniate (forse frettolose di finire la difficile giornata e andare a fare una doccia calda), 30’10’’ al 10° km conferma l’elevata andatura. Terminato il loro lavoro al 30° km, prendono la testa della gara Degefa, Achame e Gemeda, rallentando il ritmo. Al 35° Gemeda perde contatto e, lentamente, viene risucchiato dalla grande rimonta e progressione finale dell’azzurro Jamel Chatbi che, stringendo i denti, conquista un fantastico terzo posto al debutto sulla distanza. Abebe Degefa è più brillante, o meglio, meno distrutto nel finale e riesce a prevalere sul connazionale sfiancato dalla fatica.

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Le donne gestiscono meglio la gara. Intelligentemente partono controllate regalando spettacolo tecnico agli spettatori. La loro corsa è in spinta e aggressiva, anche se, spesso, l’appoggio viene meno sui scivolosi sampietrini. Meseret Tolwalk stacca le avversarie per merito e non per cedimento fisico delle concorrenti. La sua magistrale progressione è confermata anche da un crono strabiliante, coprendo gli ultimi km di gara a un’andatura uguale a quella degli uomini. Terza l’azzurra Deborah Toniolo.
15.456 atleti hanno incoronato Roma capitale dello sport. Per molti è stato il coronamento di un anno di sacrifici, per altri un’altra impresa da incorniciare… questa è la Maratona di Roma.

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