Atletica, Gatlin escluso dalla corsa al premio “Atleta dell’anno”

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui

Gatlin

Da due stagioni Justin Gatlin domina le corse dei 100 e 200 metri. La sua ultima sconfitta risale al Golden Gala di Roma nel 2013, quando a vincere fu Usain Bolt. Da allora l’atleta americano ha collezionato la bellezza di 26 vittorie consecutive, abbassando tra l’altro i suoi tempi personali – 9”74 nei 100 e 19”57 nei 200 – in maniera significativa. Tra poco più di un mese, a Pechino, partirà come favorito (per usare un eufemismo) in entrambe le corse, oltre ad avere la possibilità di trionfare anche nella 4×100 con il quartetto statunitense. Eppure la Iaaf – International Association of Athletics Federations – ha deciso di escluderlo dai concorrenti al premio “Atleta dell’anno”. Il motivo è molto semplice: l’organismo ha deciso di rendere ineleggibile chiunque abbia scontato una “seria” squalifica per doping. La proposta è partita dalla commissione atleti e ha trovato l’approvazione del consiglio.

Gatlin paga dunque le due sanzioni ricevute in carriera – nel 2001 per anfetamine e nel 2006 per steroidi – a caro prezzo. La sua immagine è ormai inevitabilmente legata a due episodi che infangano una carriera nell’atletica invidiabile. Sono in molti a chiedere a gran voce che Gatlin venga addirittura radiato a vita. I social sono poi pieni di commenti poco lusinghieri nei suoi confronti e anche il tifo per l’atleta 33enne non è mai stato particolarmente passionale. Esiste però anche una corrente di pensiero secondo la quale, una volta presa la decisione di riammettere un atleta alle corse, sia doveroso garantirgli un trattamento identico a tutti gli altri colleghi.

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