Bomba Doping sta per esplodere nel mondo dell’atletica

Pubblicato il autore: Andrea Danzi Segui

DOPING atletica

A sole 3 settimane dai Mondiali di Pechino e a 2 dalle elezioni che porteranno nella IAAF (Federazione di atletica mondiale) il nuovo presidente tra le due leggende dell’atletica Sebastian Coe e Sergey Bubka, sta per esplodere una bomba di dimensioni atomiche nel mondo dell’atletica leggera.
Il giornale britannico Sunday Times e l’emittente tedesca ARD/WRD lanciano una vera e propria inchiesta dopo aver avuto accesso ai risultati di 12mila test del sangue riguardanti 5mila atleti e constatato che molti di questi mostrano evidenti casi di doping. Sembra che questi risultati siano stati passati ai due organi di informazione da una talpa interna alla IAAF.

dopingI dati, esaminati da due esperti dell’antidoping Robin Parisotto e Michael Ashenden, rivelano che un terzo delle medaglie (ben 146, compresi 55 ori) di Olimpiadi o Mondiali disputati tra il 2001 e il 2012 sono state conquistate da atleti con valori sospetti e che ben 800 atleti evidenziano dati “altamente sospetti o quantomeno anomali”. Addirittura, sembra che 10 medaglie di Londra 2012 siano state vinte da atleti con valori “sospetti”. Nel mirino sono la Russia, epicentro di un sistema marcio già da parecchi anni, e il Kenya, salito alla ribalta doping nell’ultimo anno.
Sembra ci si trovi davanti a un dossier mostruoso (paragonabile solo al terremoto che avvenne nel ciclismo 15 anni fa) con valori del sangue incredibilmente anomali che inchioda la IAAF di impunità.
La quantità dei risultati sospetti crea un problema che la IAAF dovrà sicuramente affrontare e provare a spiegare. La IAAF non ha negato l’autenticità dei dati e ha commentato l’inchiesta del Sunday Times dicendo di essere sempre stata pronta e all’avanguardia nel tentare di fermare l’uso di sostanze dopanti, ma tutti questi numeri sembrano evidenziare il contrario.

 

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