Doping, 34% positivi ai Mondiali 2011: la IAAF insabbiò

Pubblicato il autore: Saverio Felici Segui

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A meno di una settimana dall’avvio ai Mondiali di Atletica di Pechino, ancora una batosta relativa allo scandalo – doping incorso durante i precedenti Mondiali, e veramente emerso solo in questi giorni. Il Sunday Times accusa ora direttamente la IAAF, la federazione internazionale rappresentativa dell’atletica leggera, di aver insabbiato le ricerche che ai Mondiali di Daegu rivelarono una percentuale di positività al doping superiore ad ogni più nera aspettativa: “La federazione insabbiò un rapporto secondo cui un terzo degli atleti partecipanti ai Mondiali avevano ammesso l’uso di sostanze dopanti. La IAAF blocco la pubblicazione dei risultati della ricerca e per quattro anni ne ha imbavagliato gli autori”.

La ricerca a cui il quotidiano si riferisce fu condotta dall’Università di Tubinga, che prelevando un campione di 1800 atleti partecipanti alla competizione, ottenne confessioni che stimavano una percentuale di positività nell’arco dei 12 mesi precedenti del 29-34%. Le note della ricerca dichiaravano: “I risultati dimostrano che il doping dilaga in maniera significativa anche tra gli atleti di elite, e in gran parte rimane incontrollato dai necessari test biologici”. Oggi l’Università accusa la “grave interferenza con la libertà di stampa” di cui la IAAF si è macchiata: la federazione infatti non si oppose all’utilizzo dei questionari e dei test anti – doping, ma si mobilitò per bloccarne i risultati solo una volta resi noti. Per il momento la federazione internazionale dichiara che “sono in corso colloqui con l’equipe di ricerca riguardo l’eventuale pubblicazione. Non è mai stato posto nessun veto, ma rimangono molti dubbi sulle possibili interpretazioni di questi risultati”.

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