Atletica italiana: gioco di squadra in preparazione di Rio 2016.

Pubblicato il autore: Valeria Rosa

atletica rio 2016
ATLETICA RIO 2016 – Nella giornata di ieri si è tenuto a Fiuggi un importante incontro tra i vertici della FIDAL e la stampa per illustrare quella che sarà la spedizione azzurra alle Olimpiadi di Rio 2016.
Il Presidente della Federazione Alfio Giomi, prima di illustrare la strada che l’atletica leggera italiana percorrerà prima della manifestazione brasiliana, ha confessato tutta la sua delusione per il fallimento degli atleti tricolori durante i Mondiali di Pechino 2015, senza però dimenticare alcune buone gare svolte durante la stagione.
“Sento il dovere di non chiamarmi fuori proprio in questo momento, anche se all’inizio del mio mandato ho commesso un errore di presunzione nel pensare che bastasse un quadriennio per cambiare le cose. Dopo Pechino è stato chiaro che ci fosse ancora tanto lavoro da fare”. Anche nei giorni scorsi Giomi aveva avuto modo di parlare a riguardo: “Abbiamo cercato di analizzare le motivazioni dei risultati dei Mondiali perché non è quello il vero volto dell’atletica azzurra che quest’anno ha fatto così bene agli Europei Indoor e all’Europeo per Nazioni”.
Il numero uno della FIDAL ha poi esposto quello che sarà il suo atteggiamento per raggiungere l’obiettivo di dare nuovo spolvero all’atletica italiana.
Per quello che mi riguarda nel 2016 ho un obiettivo ben preciso: essere concentrato nel dare il meglio per l’atletica italiana nel mio ruolo di presidente – ha spiegato Giomi -. Spetterà al mio senso di responsabilità capire se il percorso fatto da qui all’Olimpiade sarà stato quello giusto dove contiamo di fare una figura dignitosa. Questo contempla certamente l’idea di vincere medaglie, ma soprattutto il fatto di vedere tanti atleti esprimersi al massimo delle proprie possibilità nell’occasione che conta”.

A parlare è stato anche il Direttore Tecnico Organizzativo Massimo Magnani, che ha condiviso la linea del Presidente: “E’ importante ribadire la differenza tra la capacità di fare prestazione e la capacità di essere competitivo nel grande evento”.
Durante questi giorni a Fiuggi, Massimo Magnani ha anche svolto un lavoro di programmazione con gli atleti ed i tecnici e ciò che traspare sia dalle parole dei ragazzi che da quelle delle massime cariche della Federazioni è l’intento di fare gruppo “rinsaldando i rapporti tra tutte le componenti della squadra nazionale – ha dichiarato il Direttore Tecnico -, rendere più semplice l’interscambio di esperienze, conoscenze”.

Anche gli azzurri hanno potuto esprimere i loro punti di vista, raccontando quello che sarà il loro approccio a Rio 2016. Per Alessia Trost sarà la prima volta ad una competizione Olimpica: “Iniziare la preparazione invernale in vista di una Olimpiade è una motivazione incredibile, totalizzante, che non avevo mai provato prima”, racconta la saltatrice in alto.
Fabrizio Donato e Daniele Greco hanno assicurato che possono ancora essere competitivi ed ambiscono entrambi ad ottenere dei buoni risultati in Brasile.
Il marciatore Marco de Luca non ha invece risparmiato le critiche nei confronti di Alex Schwazer: “Vorrei rispondere a chi sostiene che ogni atleta, prima o poi, sia tentato dalle scorciatoie. A me non è mai successo. Ognuno deve rispondere alla propria coscienza. Personalmente l’idea di barare non mi ha mai sfiorato”.
Tra le fila azzurre ci sarà ancora la vice campionessa iridata Valeria Straneo, che sta curando la fascite plantare che non le ha permesso di allenarsi per qualche tempo: “Lavoro duro, così che la ripresa sia più veloce e facile. Correrò una maratona in primavera per guadagnarmi il sogno Olimpico”.

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