Atletica, addio al discobolo cinese Guo Jie: a 103 anni era l’olimpionico più anziano

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli

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Sette anni fa, in occasione della lunga marcia che ha portato alle Olimpiadi di Pechino, il suo sorrisone per nulla fiaccato dall’avanzare delle rughe aveva contagiato un po’ tutti. Il comitato organizzatore dei Giochi, i primi ad avere come palcoscenico il paese più popoloso del globo, lo avevano scelto come tedoforo, essendo il singolo atleta più anziano ad aver partecipato ad una olimpiade. Aveva quasi 96 anni, Guo Jie, quando con gli occhi lucidi di commozione ebbe la possibilità di ammirare la cerimonia inaugurale della kermesse a 5 cerchi nel suo paese. Lui, il più anziano uomo vivente ad aver partecipato a una edizione dei Giochi, quelli voluti nel 1936 da Hitler nella Berlino imbevuta già dall’ideologia nazista e dal culto del super uomo a cui il Fuhrer si ispirava. Se ne andato nella notte tra domenica e di lunedì a Xi’an, nella provincia di Shaanxi, all’età di 103 anni.

Una storia nata da un’emulazione. Nasce nel  gennaio 1912 a Dalian Guo Jie, nella provincia di Lianoning, nella città che a tutt’oggi rappresenta il terzo porto per importanza della Repubblica cinese. A differenza di milioni di suoi coetanei che vivono in condizioni di indigenza estrema, viene da una famiglia piuttosto benestante per l’epoca, attiva nel campo del commercio proprio nel porto di Dalian. Così, il piccolo Jie riesce a intraprendere un percorso scolastico, cosa non proprio consueta a quei tempi, che gli consente di arrivare in adolescenza a frequentare l’high school insieme ai ragazzi provenienti dalle poche famiglie dell’elìte della città. Mostra da subito una tempra fisica piuttosto forte, tanto che prova con diversi sport, a partire dal calcio, che però a quei tempi in Cina è ancora agli albori. Un ragazzo di tre anni più grande di lui,  Liu Changchun, si sta facendo un nome nel paese eccellendo nell’atletica leggera a suon di titoli nazionali: eccelle nella corsa su più distanze, dai 100 metri (sua specialità di elezione) ai  400 passando per i 200. Così, Jie decide di emularlo e si dà all’atletica leggera. Nel 1932 Changchun diventa uno degli uomini più noti dell’intera Cina: è infatti il primo atleta del paese a prendere parte a un’edizione dei Giochi olimpici, quelli di Los Angeles. Proprio in quei giorni, Guo Jie si trova quasi per caso con in mano un disco da lanciare: in meno di un anno diventa tra i discoboli migliori del paese. Nel 1935 polverizza il record nazionale lanciando a 41,07 metri con annesso titolo: una performance che, dodici mesi dopo, gli consente di volare a Berlino per rappresentare la Cina ai Giochi.

Il lancio di Berlino. L’esperienza della surreale olimpiade tedesca lo segna per sempre: migliora il suo record lanciando a 41,13 metri, misura che non gli consente però di accedere alla finale. E’ il primo degli eliminati, con una punta non piccola di rammarico. Guo Jie, dopo la rassegna berlinese, continua lo stesso a gareggiare ma nel frattempo si trasferisce a Tokyo per studiare tecniche agrarie togliendo spazio agli allenamenti e di fatto rinunciando ad una carriera ad altissimi livelli. Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale nel 1940, di fatto la sua avventura da atleta può dirsi conclusa. Torna nella sua Cina, toccata soltanto in misura molto parziale dalle operazioni belliche, e si insedia nella provincia di Xi’an dove passerà il resto della sua vita. Nel 1950 comincia ad allenare, e lo fa per ben 37 anni fornendo un contributo fondamentale alla crescita della squadra cinese di atletica generale. E’ convinto che con il materiale umano che ha a disposizione, la Cina può eccellere in qualsiasi disciplina. Se oggi molti giovani cinesi lottano per le medaglie nelle massime competizioni internazionali, il merito è anche del poderoso Guo Jie. Nel 1987 decide di mollare e di lasciare spazio a tecnici più giovani e va a godersi la pensione. Nello Xi’an mangia i prodotti del suo orto e conduce una vita tranquilla, fino alla notte di lunedì, quando a 103 anni lascia alla tuffatrice svedese Ingeborg Sjöqvist, di soli tre mesi più giovane di lui, la corona di atleta più anziana vivente a cinque cerchi.

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