Atletica, Pound: “Nello sport ci sono più bari di quanto si possa immaginare”

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi

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Dick Pound, presidente della commissione indipendente della Wada (Worl Anti-Doping Agency), è stato intervistato dal quotidiano britannico Indipendent riguardo le ultime vicende legate al doping. La miccia che ha fatto esplodere la questione è stato lo scandalo che ha travolto la Federatletica russa. La vicenda ha avuto, poi, ripercussioni in tutto il mondo dello sport, non solo nell’atletica.
Pound è apparso molto duro nei confronti della Iaaf (International Association of Athletics Federation) e della corruzione nello sport, anticipando che il secondo capitolo del rapporto Wada sarà davvero sconvolgente, e rivelerà notizie ben più gravi del doping nell’atletica in Russia.

Le parole di Dick Pound al giornalista dell’Indipendent sono state, dunque, parole forti e di condanna. Un breve estratto dell’intervista è stato riportato stamani da La Gazzetta dello Sport: “Non credo che contro il doping otterremo mai un successo definitivo, ci saranno tante piccole e ferme vittorie. Una delle nostre piccole vittorie é rendere consapevole l’opinione pubblica che ci sono più bari nello sport di quanto possa aver mai pensato la maggior parte della gente”. Pound, poi, spiega che la seconda parte del rapporto Wada sarà ancora più esplosiva rispetto allo scandalo doping che ha colpito la Federatletica russa: “Quando daremo al mondo questa informazione, scatterà il fattore ‘wow’. Penso che la gente dirà ‘come è potuto accadere? ‘. È il completo tradimento di ciò che dovrebbero fare quanti sono incaricati di governare lo sport”. Torna sul secondo capitolo della relazione Wada: “Probabilmente la seconda parte sarà diffusa a gennaio, non prima. Abbiamo timore che se la diffondiamo, ad esempio, il venerdì prima di Natale, nessuno, o comunque, pochi ci faranno caso. Noi, invece, vogliamo che l’impatto sia forte”.

La seconda parte della relazione riguarderà la rete di corruzione istituita nel 2011 che ha portato,  in particolare, Lamine Dack, ex presidente della Federazione Internazionale di Atletica (Iaaf), a rispondere ai primi di novembre di corruzione passiva e riciclaggio aggravato in materia di doping. Il presidente Pound sostiene che il report mostrerà come sia radicata la corruzione all’interno della Iaaf e questo desterà maggiore scalpore.

Questione doping in Kenya. Intanto, in Kenya è terminata l’occupazione della sede della Federatletica Keniana (Ak) a Nairobi, iniziata due giorni fa. I ribelli erano una cinquantina, ma molti pezzi grossi dell’atletica keniana hanno espresso il loro sostegno sulla rete. Dall’ex primatista mondiale della maratona Wilson Kipsang, al nuovo talento dei 400 a ostacoli Nicholas Bett: ” Siamo stanchi della leadership di Kiplagat, se ne vada”. Il presidente Kiplagat viene accusato di aver trascinato nel fango l’atletica keniana, fino al punto di rischiare di incorrere in una squalifica collettiva tipo Russia. Il portavoce del Ministero dello Sport, Richard Ekai, ha detto “procederemo subito a rivedere le attuali norme dell’Ak per renderle conformi alla Costituzione e allo Sport Act 2013. Abbiamo, inoltre, chiesto all’associazione degli atleti professionisti keniani  (Paak) di presentare un memorandum di criticità da sottoporre al Ministro dello Sport la prossima settimana”. Il presidente della Paak, Wilson Kipsang, ne è rimasto molto soddisfatto: “Gli atleti, manifestando, hanno voluto essere ascoltati. Lo hanno fatto anche per il diritto a partecipare alla gestione dello sport”.

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