Carlo Vittori: ” Doping? Massima intransigenza. La Wada non dà più sicurezza”

Pubblicato il autore: Saverio Felici Segui

carlo vittori
Lo storico allenatore d’atletica nonché trainer personale di Pietro Mennea Carlo Vittori, è stato presente in mattinata all’inaugurazione del Viale dedicato al suo più celebre allievo, nei pressi della Scuola di Formia di cui è stato uno dei nomi più importanti e rappresentativi. L’allenatore di Ascoli ha rilasciato alcune dichiarazioni rivolte in particolare all’ormai dilagante uso del doping nella disciplina, al recente scandalo che ha coinvolto la nazionale russa, e alla questione Gatlin-Bolt. “Bisognerebbe squalificare a vita alla prima infrazione, non alla terza. Se gli atleti squalificati si fermassero subito Gatlin non avrebbe più corso. Io mi fido solo di Bolt, ad occhi chiusi. Ai Mondiali non era obbligato a correre i 200, ma lo ha fatto lo stesso per dimostrare di essere superiore a Gatlin. Bisogna essere intransigenti, la Wada non dà più alcuna sicurezza.” Vittori ha confrontato la situazione attuale con i tempi d’oro della Scuola di Formia: “Quando qui facevamo i controlli di sangue e urine la gente si lamentava. Così me ne andai. Il doping russo non stupisce nessuno, l’hanno sempre fatto. Non potevano perdere con la DDR.

Oltre alle bordate sul doping, Carlo Vittori si è trovato a spendere qualche parola anche sull'”invasione” delle nuove discipline nella vecchia Scuola d’atletica, fenomeno che ha trovato l’opposizione dei nomi più legati all’integrità dell’istituzione. “La Scuola di Formia è la Scuola di Bruno Zauli. C’è il suo busto all’ingresso,” ha ripetuto Vittori. “Le medaglie esposte sono medaglie d’atletica. Non si deve mistificare la realtà. I tennisti venivano ad allenarsi qui ai campi, ma si limitavano a dare un’occhiata a noi e ai nostri allenamenti“.

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