Caso Doping, la Russia ammette alcune accuse

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito Segui

Doping Russia
E’ attesa per oggi la decisiva sentenza della Iaaf, la quale avrà il compito di esprimersi riguardo l’eventuale bando degli atleti russi dalle competizioni internazionali dopo il clamoroso rapporto della Wada. Intanto, arrivano le prime ammissioni direttamente dalla Federazione di atletica leggera russa: “Noi siamo d’accordo con alcune accuse nei nostri confronti, su altre no e qualcosa non è più attuale perchè è già stato corretto da tempo“, ha dichiarato il presidente ad interim Vadim Zelicenok. Arriva quindi una prima marcia indietro rispetto alle dichiarazioni a caldo di “non colpevolezza e di motivazioni politiche“; il tutto dopo le dimissioni del direttore Grigori Rodchenkov e la chiusura del Laboratorio di Mosca.
Ha preso una netta posizione anche Vladimir Putin, il quale ha ordinato un’indagine a vasta scala dopo le accuse della Wada che potrebbe comportare in primis il bando olimpico per gli atleti della federazione russa.
Il ministro dello sport Vitali Mutko ha dichiarato che qualunque sarà l’esito del verdetto, la Russia non boicotterà i Giochi di Rio: “Non intendiamo boicottare nulla da nessuna parte, la Russia è un partner affidabile del movimento olimpico internazionale“.

Per tutelarsi da un eventuale cattivo epilogo, la Federatletica si è riservata il diritto di ricorrere contro qualsiasi decisione presa dalla Iaaf: “Anche se saremo sospesi non penso che sarà fatto in modo severo per un certo periodo di tempo. Ci potrebbero dare qualche tempo per correggere gli errori. In ogni caso abbiamo il diritto a fare appello contro qualsiasi decisione venga presa, anche se dovesse accadere la cosa peggiore e fossimo squalificati per un anno e banditi dalla partecipazione ai Giochi olimpici. Naturalmente, noi non ci arrenderemo, è ovvio.
Ha detto la sua anche una leggenda dello sport russo, Sergei Bubka, oggi in qualità di vicepresidente della Iaaf: “Gli atleti russi puliti devono essere protetti e poter gareggiare alle Olimpiadi di Rio, è nostro dovere. Domani sarà una decisione molto difficile, magari si arriverà ad una sanzione provvisoria per sollecitare la federazione russa ad agire con la massima energia. Se lo faranno, probabilmente potranno essere riammessi in tempo per Rio“.
Secondo Bubka le sanzioni dovrebbero colpire esclusivamente federazione e atleti, preparatori, tecnici e dirigenti coinvolti nello scandalo. E’ dello stesso avviso il presidente del comitato olimpico russo, Alexander Zhukov, che ha insistito nel dichiarare che “nessuno può privare gli sportivi ‘onesti e puliti’ dell’atletica russa, che non hanno mai fatto uso di doping e che sono stati sottoposti a multipli esami a varie competizioni internazionali dentro e fuori della Russia, del diritto di partecipare alle Olimpiadi. Questo violerebbe i diritti degli atleti puliti“.
Nel frattempo, lo stesso comitato olimpico russo ha intimato a Valentin Balakhnichev, capo della federazione di atletica leggera russa per oltre 20 anni, di dimettersi dal ruolo di membro del comitato esecutivo.
Queste le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò: “Se da parte russa c’è la disponibilità a collaborare potrebbe esserci una soluzione che ne impedisca una così drastica“, il quale si è successivamente detto “allarmato” e invitato a “leggere attentamente le carte“.

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