Doping di Stato: dure accuse contro la Federazione russa di atletica leggera

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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La Federazione russa di atletica leggera è accusata di aver dopato i propri atleti, con la complicità del Ministero dello Sport. È quanto afferma la Commissione di Inchiesta dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) in un report presentato a Ginevra, dopo un’indagine durata 11 mesi. Siamo di fronte a un uragano che rischia di travolgere non solo l’atletica russa, ma anche il suo intero movimento sportivo e che in ogni caso cambierà la storia delle competizioni degli ultimi anni. “Il più esteso fenomeno di doping e corruzione della storia dello sport moderno”, cosi Richard Pound, presidente della WADA, ha sintetizzato il fenomeno.

Il report rivela l’esistenza di un sistema occulto costituito per alterare o nascondere migliaia di test antidoping con coperture ai più alti livelli politici. L’inchiesta è partita dalle rivelazioni della tv tedesca Ard. Il report parla di una cupola formata dal presidente della IAAF, Lamine Diack, dai suoi due figli, dal consigliere economico, dal capo francese dell’antidoping e dai vertici politici e tecnici dello sport russo per coprire decine di casi di positività in cambio di denaro. Il report inoltre accusa il direttore del laboratorio di Mosca, Grigory Rodchenko, di aver distrutto 1417 test per evitare che l’inchiesta potesse scoprire la truffa, ordine partito direttamente da Vitaly Mutko, ministro dello Sport. Alla periferia della città di Mosca è stato creato un laboratorio-ombra dove i test venivano controllati prima che approdassero all’Antidoping ufficiale russo, cui arrivavano solo gli esami che non presentavano anomalie, mentre gli atleti sospetti venivano avvertiti della loro situazione.

Inoltre, la sezione che non riguarda l’atletica russa del dossier è stata segretata per non interferire con l’inchiesta giudiziaria in corso in Francia da pochi giorni e che ha portato al fermo di Diack, del suo consigliere Cisse e del medico Gallet, rilasciati con obbligo di non lasciare la Francia. Immediata la replica della Russia, affidata al ministro dello Sport Mutko che ha negato tutte le accuse, mentre il Cremlino non vuole intervenire per il momento, considerando il fatto oltre la propria agenda, anche se Putin ha chiesto di avviare un’inchiesta sulle accuse da parte delle autorità interne. Intanto, in attesa di sapere il verdetto di stasera del tribunale IAAF (International Association of Athletics Federations) sul destino russo nelle prossime competizioni, nelle ultime ore la Federazione di atletica leggera russa ammette alcune delle accuse contestate dalla commissione. A parlare, per conto della Federazione, è stato il presidente ad interim Vadim Zelichenov, “Siamo d’accordo con alcune accuse nei nostri confronti, su altre no e qualcosa non è più attuale perché è già stato corretto da tempo. Le cause di questo sono note, le violazioni delle regole che abbiamo ammesso erano abbastanza serie da indurci a una strenua lotta a partire dallo scorso febbraio: molti atleti e allenatori sono stati rimossi e questo non ha non potuto avere un’influenza sui risultati”.

Insomma, sull’onda delle accuse, sembra di essere davanti al vaso di Pandora, contenitore di tutti i mali che affliggono lo sport. Non ci resta altro che attendere gli ulteriori sviluppi. To Be Continued…

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