Indagato l’ex presidente IAAF Diack per corruzione e riciclaggio nell’antidoping

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

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Le autorità francesi hanno indagato l’ex presidente della IAAF Lamine Diack per corruzione e riciclaggio di denaro nell’ambito dell’antidoping. L’accusa sarebbe collegata alla copertura di casi sportivi in cui sarebbe stata rilevata la positività di diversi atleti, i quali sarebbero stati successivamente oscurati da Diack dietro il pagamento di cospicue somme di denaro (si parla di almeno 200.000 euro), in particolare da parte della Federazione russa di atletica. Il senegalese di 82 anni, che ha lasciato la presidenza dell’International Association of Athletics Federation (IAAF) nello scorso mese di agosto, secondo le prime indiscrezioni sarebbe stato accusato dalle autorità nella giornata di lunedì, a Parigi. Le medesime accuse sono state rivolte al consigliere personale di Diack, l’avvocato Habib Cisse, mentre un dottore legato alla Federazione Internazionale di Atletica in materia di misure volte a contrastare il doping, è stato arrestato e posto in stato di custodia cautelare per essere interrogato sulla vicenda.

Dal dossier emerge che il giudice francese Renaud Van Ruymbeke avrebbe incontrato l’attuale presidente della IAAF, il britannico Sebastian Coe, nel contesto della perquisizione che le autorità hanno effettuato presso la sede della Federazione Internazionale, a Montecarlo nel Principato di Monaco. Coe riveste la carica di presidente dallo scorso agosto, quando Lamine Diack aveva lasciato la poltrona dopo ben sedici anni di interregno solitario. Curiosamente, nel 2014 sulle prime pagine dei giornali era finito il figlio di Lamine Diack, Papa Massata, allora consulente della IAAF, per una questione molto simile a quella che oggi vede coinvolto il padre. In quel caso Papa Massata decise di dimettersi dal suo ruolo consulenziale presso la Federazione Internazionale in quanto accusato di corruzione, esattamente come il papà poco più di un anno dopo. Dopo aver respinto con estrema fermezza le accuse, si era espresso come segue: “Vogliono colpire mio padre“. In realtà, secondo quanto emerge dalla Francia, Papa Massata sarebbe stato in qualche misura forzato a rassegnare le proprie dimissioni dal ruolo di dirigente del marketing per la IAAF, dopo che erano emerse accuse sempre legate alla copertura di casi di doping che vedevano coinvolti atleti di nazionalità russa.

Diack non si sarebbe reso immediatamente disponibile per esprimere la propria posizione nel merito della triste vicenda che lo coinvolge. E’ stato accusato di corruzione passiva ericiclaggio di denaro, venendo rilasciato dietro il pagamento della cauzione assieme al suo ex  consigliere, l’avvocato Habib Cisse.
L’indagine giudiziaria portata avanti dalle autorità francesi rimonta allo scorso mese di agosto, quando in coincidenza con l’avvicendamento tra Diack e Coe al vertice della Fedrazione Internazionale di atletica, l’Agenzia mondiale per l’Antidoping ha fornito una serie di informazioni riservate che gettavano più di un’ombra sull’operato di Diack e sui suoi controversi rapporti con la Federazione russa. L’indagine è attualmente condotta dai Pubblici Ministeri francesi competenti in materia finanziaria.

Sarà interessante appurare quali ulteriori risvolti potrà assumere la vicenda, in primo luogo per ciò che concerne il coinvolgimento diretto dei vertici federali russi e l’identità degli atleti la cui positività ad i controlli antidoping è stata coperta dietro pagamento di somme di denaro. Intanto il tesoriere e presidente della Federazione russa, Valentin Balakhnishev, è stato prontamente spogliato delle proprie funzioni dalla IAAF in conseguenza della sua implicazione nel caso di corruzione e riciclaggio di denaro.

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