La Russia sotto l’ombra del doping

Pubblicato il autore: Daniela Segui

doping-atleti-russi-670x274La commissione d’inchiesta dell’agenzia antidoping mondiale ha proclamato la sospensione di tutti gli atleti russi da qualsiasi competizione di atletica leggera e, contestualmente, la squalifica di cinque atleti e altrettanti allenatori per doping; inoltre il laboratorio i di Mosca, in qualità centro anti doping, sarà per sempre eliminato. Tutto questo per pesanti accuse di rimaneggiamento di provette e “avviso” agli atleti sospetti affinchè non fossero sospesi dalle gare. In pratica, coloro che da una prima analisi “ombra” risultavano anche di poco positivi ai testi anti doping, ricevevano uno “speciale” avviso e una nuova analisi per non incorrere in squalifiche. Denunce molto pesanti, cui per ora la commissione d’inchiesta sta cercando di fare chiarezza.  D’altro canto il rapporto dell’agenzia mondiale anti doping allo scopo parla molto chiaro: 323 pagine in cui si accusa pesantemente il servizio segreto Russo per coinvolgimenti nelle Olimpiadi di Sochi e s'”incrimina”Vitaly Mutko, ministro dello sport di Mosca, per avere ordinato il rimaneggiamento di alcune provette di analisi anti doping. In pratica Mutko avrebbe fatto sparire dai laboratori 1417 ampolline, distruggendo così le prove della maxi truffa. Altro sospetto grande è che le prove fatte sparire, come detto quasi mille cinquecento, rappresenterebbero soltanto la “punta dell’ iceberg” e che i risultati manipolati e classificati come buoni ne dovrebbero essere tanti di più. Secondo la commissione d’inchiesta poi, altra imputazione gravissima, nei pressi di Mosca era stato istituito un laboratorio ombra in cui i test, controllati prima che giungessero ai centri ufficiali, venivano manipolati per poi spedire alla commissione soltanto quelli che non sarebbero risultati positivi. Inoltre, durante le olimpiadi di Sochi, i servizi segreti russi avevano libero accesso ai centri di analisi sportivi, per manipolare le analisi degli atleti russi. Proprio per questo motivo, le inchieste a tappeto che adesso si stanno effettuando contro la “Russia sportiva” sono rivolte non solo a chi in passato ha avuto a che fare in qualche modo, anche trasversale, con accuse di doping, ma anche a chi non ha mai avuti “pecche” e in qualche modo se ne è sempre uscito pulito da ogni analisi a sorpresa. Ovviamente non poteva mancare la risposta della feder atletica russa. Lo stesso Mutko respinge le denunce asserendo che comunque l’inchiesta è ancora in corso e non si può per questo penalizzare nessuno, nè tantomeno tutti gli atleti onesti della bandiera rossa. Il punto è proprio questo: date le prove del “grande imbroglio” adesso non si può nemmeno confermare chi tra gli atleti, corridori o campioni di bandiera rossi, non abbiano avuto nulla a che fare con il losco giro d’affari, e chi invece se l’ è sempre cavata grazie al “ritocco” periodico delle analisi. Nel frattempo la Russia si trova comunque sotto esame dal punto di vista sportivo. Un esame che si suppone durerà a lungo e le conseguenze potrebbero essere, come già lo sono non felici per i campioni e in generale tutto il “corrotto” sistema sportivo. In effetti se le pagine accusatorie saranno confermate, probabilmente ogni atleta, ci andranno di mezzo gli onesti e non, sarà squalificato da qualsivoglia competizione europea o mondiale.

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