La Wada chiede la sospensione della Federazione russa di atletica leggera

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista


La Wada chiede la sospensione della Federazione russa di atletica leggera

La Wada chiede la sospensione della Federazione russa di atletica leggera nel contesto dello scandalo legato alle accuse di corruzione e riciclaggio di denaro che hanno coinvolto l’ex presidente della IAAF, Lamine Diack, e l’ormai ex tesoriere e presidente della Federazione russa, Valentin Balakhnishev. La decisione di istituire una commissione indipendente da parte della Wada, che chiede la sospensione della Federazione russa di atletica leggera, potrebbe portare all’esclusione degli atleti di nazionalità russa dalle prossime manifestazioni sportive, comprese le Olimpiadi, almeno fino a quando la Federazione russa non farà chiarezza sulla vicenda collaborando con le autorità.

Mercoledì 4 novembre era uscita sui principali organi d’informazione internazionali la notizia delle indagini a carico di Lamine Diack e Valentin Balakhnishev per la copertura di casi sportivi in cui sarebbe stata rilevata la positività di diversi atleti, i quali sarebbero stati successivamente oscurati da Diack dietro il pagamento di cospicue somme di denaro (si parla di almeno 200.000 euro), in particolare da parte della Federazione russa di atletica. Le medesime accuse sono state rivolte al consigliere personale di Diack, l’avvocato Habib Cisse, mentre un dottore legato alla Federazione Internazionale di Atletica in materia di misure volte a contrastare il doping, è stato arrestato e posto in stato di custodia cautelare per essere interrogato sulla vicenda.

La Wada chiede la sospensione della Federazione russa di atletica leggera come conseguenza delle sistematiche carenze che ha riscontrato nei controlli anti-doping effettuati da parte della Federazione internazionale (IAAF) e di quella russa. La novità emersa dagli ultimi rilievi effettuati sulla questione attiene al fatto che la commissione della Wada, nella persona del presidente Dick Pound, ritiene il governo russo ed i servizi segreti (Fsb) direttamente responsabili dell’accaduto in quanto conniventi con i rapporti di corruttela vigenti tra gli organi responsabili della IAAF e quelli della federazione russa di atletica leggera. Oltre al ricordato Balakhnishev, sarebbe coinvolto anche il Ministro dello Sport Vitaly Mutko, che avrebbe commissionato la manipolazione delle provette che sarebbero successivamente state analizzate dagli organi internazionali preposti per effettuare i controlli anti-doping.

A confermare la sensazione di essere di fronte ad uno scandalo di proporzioni globali è lo stesso avvocato della Commissione della Wada, Richard McLaren, che si spinge fino a prefigurare una ragnatela di legami criminali ben più fitta e sporca di quella attinente allo scandalo sportivo della FIFA, tale da rendere il caso IAAF-Russsia “ben più grande anche di quello che ha coinvolto la Fifa qualche mese fa, poiché non riguarderebbe solo la parte amministrativa e organizzativadello sport ma anche i risultati registrati negli ultimi anni“, l’allusione ai traguardi raggiunti dagli atleti russi, che hanno permesso alla nazione di classificarsi seconda nel medagliere delle Olimpiadi di Londra 2012. Proprio le ultime Olimpiadi sarebbero finite nell’occhio del ciclone, sulla base della convinzione che diversi atleti russi andati a medaglia in quell’occasione sarebbero dovuti essere squalificati prima di poter partecipare a quella manifestazione sportiva. Anche per questo la Wada chiede la sospensione della Federazione russa di atletica leggera.

La secca replica delle autorità russe non si è fatta attendere ed è ispirata chiaramente ad un netto rifiuto delle accuse mosse nei confronti degli organi sportivi, politici e di sicurezza russi. “Non bisogna fare confusione, la Commissione non ha il diritto di sospendere nessuno”, le parole del Ministro dello Sport russo Mutko, come detto parte in causa nella vicenda. Gli fa eco Vladimir Uiva, capo dell’Agenzia federale medico-biologica russa, secondo il quale le accuse della Wada avrebbero “una motivazione assolutamente politica, come le sanzioni contro la Russia“, il riferimento è chiaramente alla guerra diplomatica ingaggiata dalle autorità di Stati Uniti, Unione Europea e Nazioni Unite con il governo di Mosca guidato da Validimir Putin, reo di aver annesso unilateralmente la Crimea nel marzo 2014 ed aver fomentato i movimenti separatisti attivi nell’est dell’Ucraina, favorendo la disgregazione della metà orientale del Paese dell’Europa centro-orientale.

La Wada chiede la sospensione della Federazione russa di atletica leggera.Il pericolo, come ricordato, è quello di vedere gli atleti russi, che siano positivi o negativi ai controlli anti-doping, sospesi dall’attività agonistica ufficiale. Il presidente ad interim di RusAthletics, Vadim Zelechenok, cercando di fare chiarezza in merito sostiene che “qualsiasi provvedimento di sospensione dovrebbe essere discusso nella riunione della Iaaf nel mese di novembre“. Poi ha aggiunto che “dovrebbe essere dimostrato che le violazioni erano colpa della federazione e non dei singoli sportivi. Dovrebbe esserci data la possibilità di difendere la nostra reputazione“, la chiosa di Zelechenok.
Di tutt’altro tenore il parere dell’attuale presidente della IAAF, il britannico Sebastian Coe. Subentrato nel mese di agosto a Lamine Diack (in carica per ben 16 anni), ben presto il dirigente inglese si è ritrovato ad avere a che fare con questa patata piuttosto bollente, considerato che le indagini nei confronti del predecessore sono state avviate proprio nel mese di agosto da parte delle autorità ministeriali francesi. Dal dossier emerge inoltre che Coe avrebbe incontrato il giudice francese Renaud Van Ruymbeke nel contesto della perquisizione che le autorità hanno effettuato presso la sede della Federazione Internazionale (IAAF), a Montecarlo nel Principato di Monaco. Coe si è ovviamente detto allarmato dagli elementi emersi dai rilievi effettuati dalla Wada: “Le informazioni contenute nel rapporto Wada sono allarmanti. Abbiamo bisogno di tempo per analizzarle correttamente e comprenderne i risultati. Nel frattempo ho invitato il Consiglio ad aprire un procedimento nei confronti della Federatletica russa“. 

  •   
  •  
  •  
  •