Premio Iaaf: sarà Bolt l’Atleta dell’anno 2015?

Pubblicato il autore: Cristina G.

L’International Association of Athletics Federations (IAAF), ovvero l’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera, è l’organizzazione che si occupa dell’atletica leggera a livello mondiale. Come ogni anno sono stati diramati i nomi degli atleti in lizza per essere premiati come nome di maggior prestigio in questa disciplina e così è stato: Usain Bolt, Ashton Eaton e Christian Taylor sono i finalisti per il Premio Iaaf come Atleta dell’anno per il 2015. Non c’è di certo da stupirsi per il risultato di Husain Bolt, entrato da tempo nell’Olimpo dello sport mondiale grazie ai record collezionati negli ultimi anni che gli sono valsi il titolo di “uomo più veloce della Terra”. Bolt continua a stupire tutti con le sue performance: attualmente campione olimpico dei 100 metri piani, dei 200 metri piani e della staffetta 4×100 metri, discipline di cui detiene anche i primati mondiali, stabiliti ai Mondiali di Berlino 2009 (100 m e 200 m) e ai Giochi olimpici di Londra 2012 (4×100 m). Di tutte e tre le specialità è anche campione mondiale ed è l’unico atleta nella storia ad avere vinto la medaglia d’oro nei 100 m e nei 200 m in due Olimpiadi consecutive (2008 e 2012). È inoltre il detentore del primato mondiale dei 200 metri piani categoria allievi e juniores, rispettivamente con 20″13 e 19″93.
Lightning Bolt, come soprannominato dagli addetti ai lavori dovrà vedersela contro il 27enne decathleta americano Ashton Eaton, vincitore del secondo oro mondiale consecutivo con il nuovo record del Mondo di 9.045 punti, tra cui il primato mondiale sui 400 nel decathlon in 45 secondi. Terzo contendente al titolo il 25enne triplista Christian Taylor che si è fatto notare e ha sbaragliato la concorrenza nel salto triplo a Pechino, realizzando il primato nordamericano di 18,21 metri, secondo miglior salto nella storia. Lo statunitense si è inoltre aggiudicato il titolo di specialità della Diamonde Race.
Non solo rose e fiori per l’atletica in questo periodo di scandalo che ha coinvolto gli atleti russi in una spirale di sospetti di doping che al momento consegnano lo scettro di rappresentante mondiale di questa disciplina a Bolt, estraneo fino ad ora ad ogni tipo di scandalo in questo senso. Ma, come spesso accade, la molta popolarità non porta quasi mai consensi unanimi, soprattutto tra le stelle dello sport, e così Bolt recentemente si è sentito accusare di egoismo da uno storico volto dell’atletica come Carl Lewis. In Italia come ambasciatore dell’Onu, in una recente intervista al Corriere, Lewis si era detto preoccupato per il destino dell’atletica: “L’atletica sta morendo. I coach non sanno allenare, i grandi ex vivono di rendita e non studiano, gli atleti s’infortunano di continuo”. Alla domanda -Bolt stravince e si continua a parlare di Owens e Lewis. Perché?- aveva risposto con un perentorio: “Perché lo sport ha il potere di cambiare il mondo, e Jesse e io l’abbiamo cambiato. Pensi a Moses, Jackie Joyner, Beamon, Powell, Johnson.. Abbiamo fatto diventare il nostro sport multimilionario, proiettandolo in una nuova era”. Su Bolt poi aveva dichiarato: “Lo sfido a guardarsi dentro: pensa di aver fatto crescere l’atletica? Ha fatto qualcosa che non fosse solo per se stesso? È stato generoso di sé? Per diventare migliore non puoi permetterti di essere egoista”
Intanto ieri la federazione internazionale di atletica aveva diffuso anche i nomi delle tre candidate gli Awards 2015: la mezzofondista etiope Genzebe Dibaba, la sprinter olandese Dafne Schippers and e la martellista polaccaAnita Wlodarczyk.

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