Scandalo Doping Russia, il Cremlino si difende: “Accuse infondate”

Pubblicato il autore: Cristina G. Segui

Doping Russia: le origini dello scandalo
Doping di Stato: questa l’accusa che grava come un macigno sul buon nome dello sport russo, accusa che la Wada ( agenzia mondiale antidoping), ha documenta in un rapporto di  ben 323 pagine che punterebbe l’indice contro un sistema avvalorato da Fsb, i servizi segreti russi e lo stesso ministro dello sport di Mosca Vitaly Mutko. L’accusa è quella di aver ordinato di manipolare alcune specifiche provette per le analisi antidoping , durante le Olimpiadi invernali del 2014 tenutesi a Sochi. L’agenzia mondiale antidoping nel report accusa  inoltre il governo russo di  vere e proprie”intimidazioni dirette” nei confronti del laboratorio antidoping di Mosca. Nelle contenuto delle quasi 350 pagine del rapporto, frutto di quasi un anno di indagini, a detta di Dick Pound, uno dei  titolari dell’inchiesta, è emersp gradualmente  “uno scandalo più grave di quanto si pensasse”  perché consapevolmente “si sono fatti gareggiare atleti che dovevano essere fermati a causa della loro positività”.
Doping Russia: i provvedimenti
La Wada sollecita la radiazione di 5 atleti, 4 allenatori e un dirigente, fra cui l’oro e il bronzo negli 800 mt a Londra 2012, Marya Savinova e Ekaterina Poistogova e chiede alla Iaaf (federatletica mondiale) di sospendere per 2 anni la Russia da tutte le competizioni, a cominciare dalle ormai prossime Olimpiadi di Rio. Nel frattempo il primo provvedimento da parte della Wada nel frattempo è già arrivato: è stato infatti sospeso l’accreditamento per il laboratorio antidoping di Mosca. La sospensione, un’altra delle richieste contenute nel rapporto della commissione, ha effetto immediato: il Laboratorio dovrà interrompere ogni analisi e test di campioni di urina e di sangue in corso e tutti i campioni al momento presenti nel laboratorio di Mosca dovranno essere trasportati , “in modo sicuro e celermente in altri laboratori accreditati presso la stessa Agenzia mondiale antidoping.Il laboratorio di Mosca ha il diritto di ricorrere alla Corte di Arbitrato per lo Sport entro 21 giorni. Contemporaneamente, la Wada creerà una commissione disciplinare destinata a studiare la vicenda.

Doping Russia: le reazioni interne
Ovviamente in queste ore non sono mancate le reazioni da parte dei personaggi di spicco direttamente o indirettamente coinvolti nella vicenda:l’ex presidente della federatletica russa, Valentin Balakhniciov, ha dichiarato che ha intenzione di ricorrere al Tribunale sportivo di arbitrato a Losanna per dimostrare l’inconsistenza delle accuse che sono state mosse a lui e all’atletica leggera russa in generale, come riportato dalla Tass.
Intanto il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha dichiarato che le accuse rivolte alla Federazione di atletica russa dal report della commissione della Wada, sarebbero “infondate”.”La questione – ha detto Peskov – è che se ci sono delle accuse allora devono essere sostenute da qualche prova, finché non si sono sentite le prove è difficile percepire le accuse, sono infondate”. Il ministro dello Sport Vitaly Mutko dal canto suo ha assicurato la massima disponibilità della Russia a fare fronte a eventuali irregolarità “di qualsiasi tipo” da parte dell’agenzia antidoping nazionale. Il ministero esaminerà il dossier anche se ritiene che non sia la Wada a dover determinare sanzioni la cui decisione è affidata ad altre organizzazioni, come la sospensione da tutte le attività degli atleti russi. Intanto il Cremlino rende noto che per questo mercoledì sarebbe atteso a Sochi l’incontro tra Putin e i capi delle Federazioni sportive russe, per parlare della preparazione degli atleti alle Olimpiadi di Rio.

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