Si è spento Mal Whitfield, l’atleta che lottò contro la segregazione razziale

Pubblicato il autore: Valeria Rosa

Mal Whitfield morto
Lutto nel mondo dell’atletica. Il mezzofondista Mal Whitfield si è spento giovedì all’età di 91 anni, al Veterans Administration, ospedale per ex membri dell’esercito della città di Washington. Ad annunciarne la scomparsa è stata la figlia Fredricka Whitfield, giornalista della CNN. Impegnato in prima linea nella lotta contro il razzismo, aveva vinto tre medaglie d’oro Olimpiche per gli Stati Uniti ed era stato definito dal presidente americano Ronald Regan come un “eroe nazionale”. Membro di una sezione della USAAF, aveva partecipato alla Seconda Guerra Mondiale e ai bombardamenti in Corea, allenandosi per il mezzofondo la notte, durante la trentina di missioni alle quali ha preso parte. Nel 1954 è diventato il primo atleta afro-americano a ricevere l’ambito premio Sullivan, meglio noto come “l’Oscar dello sport”.

Malvin Greston Whitfield nacque l’11 ottobre 1924, a Bay City, in Texas. All’età di 12 anni rimase orfano ed a crescerlo fu sua sorella maggiore Betty.
Fu membro dei celebri Tuskegee Airmen, reparto di aviazione della USAAF dedicato agli uomini di colore. Vinse sei titoli per gli Stati Uniti in competizioni all’aperto e due al chiuso e stabilì il record olimpico ai Giochi di Londra del 1948, quando ancora era sergente, correndo gli 800 metri in 1 minuto e 49.2 secondi. Nelle stesse Olimpiadi Whitfield vinse un bronzo nei 400 metri e un’oro nella staffetta 4×400.
In queste tre specialità riuscì ad aggiudicarsi l’oro nei Giochi panamericani del 1951 e nella sua ultima olimpiade, ad Helsinki nel 1952, conquistò un argento nella 4×400 e un oro negli 800 metri. Sulle pagine sportive era conosciuto come il “Meraviglioso Mal”, anche per il suo impegno nella lotta contro la segregazione razziale che lo spinse nel 1964 a chiedere di boicottare i Giochi di Tokyo.

Nel 1955 si ritirò dalle competizioni e con lo stesso valore che lo spinse a partecipare alla guerra, si dedicò per quasi 50 anni alla promozione dello sport e dell’educazione fisica in Europa, Africa e Medio Oriente, sia per l’Agenzia di Informazione statunitense che attraverso la sua Fondazione Whitfield Mal. “Ho avuto la possibilità di vedere il mondo, e come esso è  – aveva dichiarato a Sports Illustrated nel 1991 -. Forse ho dovuto fare una deviazione o due nella mia vita, ma posso onestamente dire che in qualche modo ho realizzato tutto quello che avevo iniziato a fare“.

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