Ultimatum del CIO: Tutti in regola!

Pubblicato il autore: Nello Simonetti

ricerca volontari Olimpiadi Rio 201618 marzo, non un giorno più tardi. Questo il termine perentorio comunicato a Russia e non solo in vista delle Olimpiadi di Rio de Janiero previste per il prossimo anno. L’ultimatum del Cio si riferisce – manco a dirlo – alla più grave problematica con la quale dovrà fare i conti in prospettiva giochi: il doping. Inutile tornare sulle recenti vicende che hanno visto protagonista la Russia e sugli scandali venuti clamorosamente a galla a pochi mesi di distanza dal via, il comitato internazionale, com’è giusto che sia, non vuole assolutamente che qualcosa possa inficiare il regolare svolgimento della rassegna e non ha tardato a far sentire forte la sua voce. Ecco spiegato, quindi, il senso dell’ultimatum del Cio, lanciato non solo alla Russia, ma anche a nazioni come Spagna e Francia, Brasile, Kenya e Ucraina affinché si mettano in regola entro la data indicata ad inizio articolo. Ma in cosa consiste, nello specifico l’ultimatum del Cio? Molto semplice, tutte le nazioni indicate dovranno mettersi in regola con i parametri della Wada in materia di doping, con annesso invito nei confronti dei vari governi di intervenire in maniera energica presso le federazioni al fine di indurle a rispettare la normativa in questione. La credibilità dei giochi prima di tutto.
Le parole del Cio – “Il Cio – si legge nella nota diffusa dal Comitato internazionale olimpico – sta esortando i governi di Andorra, Argentina, Bolivia, Israele, Russia e Ucraina, le cui Organizzazioni Nazionali Antidoping (Nado) sono state dichiarate non conformi dalla Wada, ad intraprendere, con la massima urgenza, tutte le misure necessarie per riguadagnare la certificazione. Inoltre, i governi di Belgio, Brasile, Francia, Grecia, Messico e Spagna, i cui Nado sono stati dichiarati temporaneamente non conformi dalla Wada sono stati invitati ad intraprendere con la massima priorità tutte le misure necessarie volte a garantire la conformità entro il termine posto dalla Wada del 18 marzo 2016”. A seguire, l’apprezzamento per quanto fatto fino a questo momento in materia di doping: “Allo scopo di proteggere gli atleti puliti in tutto il mondo – prosegue la nota -, il Cio ha chiesto ai Comitati Nazionali Olimpici della Russia e del Kenya, nonché alla Wada, di garantire un efficiente programma di test al di fuori delle competizioni a tutti gli atleti di tutti gli sport dei loro paesi, visto che al momento non è apposto. Il Cio si compiace delle iniziative già intraprese dalla Wada, dai due Comitati olimpici e dalla Iaaf per affrontare tutte le questioni in modo da avere tutte le nazioni conformi alle normative internazionali antidoping”. Una battaglia, ovviamente, tutt’altro che agevole, quella intrapresa, ma da vincere a tutti i costi per non inficiare la regolarità della competizione. In tal senso, l’ultimatum del Cio giunge provvidenziale anche ai rispettivi governi affinché si adoperino per far si che le loro federazioni si uniformino ad una normativa già ampiamente operativa in materia di doping. Il caso scoppiato in Russia solo poche settimane fa induce il Comitato internazionale olimpico a non abbassare minimamente la guardia proprio in prossimità dell’inizio della grande rassegna brasiliana.

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