Un anno di atletica

Pubblicato il autore: Matteo Monaco

071715-OLYMPICS-Genzebe-Dibaba-LN-PI.vresize.1200.675.high.1

Si concluderà con le classiche corse campestri di San Silvestro la stagione atletica del 2015. Andiamo rapidamente a vedere quali sono stati i grandi protagonisti in campo internazionale e italiano di questo 2015 intenso e carico di grandi emozioni.

 

Mondo uomini. Per la prima volta dal 2008 il primo gradino del podio non compete a Usain Bolt ma allo statunitense Ashton Eaton, capace di migliorare il record del mondo del Decathlon durante i campionati del mondo di Pechino. Il record di 9045 punti, già di per sé tantissima roba, scompare rispetto allo spettacolare parziale di 45”00 sui quattrocento metri piani, prestazione che supera di due decimi il primato italiano assoluto di categoria. Secondo gradino del podio va al keniano Julius Yego, vincitore, udite udite, della gara di lancio del Giovellotto con una spallata di 92,72 metri, seconda migliore prestazione mondiale del nuovo millennio, a soli otto centimetri dal 92,80 del quattro volte olimpico Jan Zelezny. Sul terzo gradino del podio lo statunitense Christian Taylor, capace di sfiorare nel salto triplo il record del mondo di Jonathan Edwards, con uno stratosferico 18,21. Lui, assieme al cubano Pichardo e al francese Thamgo, tutti sopra i 18 metri, candidano il salto triplo a disciplina regina dei prossimi giochi olimpici.

Mondo donne. Impossibile non dare il primo posto all’etiope Genenze Dibaba che è riuscita a disintegrare il record del mondo dei 1500 metri dopo oltre vent’anni, quel record appartenuto alla cinese Qu Yunxia, figlia della Cina dei record e del “sangue di tartaruga”. Per confermare il suo valore è riuscita, in terra cinese, curiosa coincidenza, a confermare il suo titolo mondiale sui 1500, cercando invano la doppietta sui 5000 dove comunque è riuscita a classificarsi terza. Al secondo posto è d’obbligo per l’olandese Dafne Schippers che è riuscita a rompere il dominio della velocità delle atlete nere anni dopo la contestata Ekaterini Thanou e Irina Privalova. Durante i mondiali di Pechino, dopo uno straordinario 100 che l’ha vista d’argento con uno straordinario 10,81 si è classificata prima sui 200 con il record europeo di 21,63 candidandosi da osso durissimo per le americane e le giamaicane alle prossime olimpiadi. Sul terzo gradino la martellista Anitona Wlodarczyk, prima donna a lanciare sopra gli ottanta metri.

Italia uomini e donne. Il salto in alto è stata sicuramente la specialità che maggiori soddisfazioni ha dato in ambito tanto maschile quanto femminile. Se la medaglia d’argento di Alessia Trost ai campionati europei indoor non può essere considerata una sorpresa, quella di Silvano Chesani lo è sicuramente. E se poi al 2,31 di Chesani si sommano i 2,33 e la vittoria in una prova della Dimond League di Fassinotti e il 2,37 di Tamberi, la stagione italiana dell’alto sembra poter essere esplosiva per le prossime olimpiadi. Meritano una menzione anche le marciatrici Eleonora Giorgi, squalificata ai mondiali di Pechino ma capace di portare il record italiano della marcia 20 km a 1h26’17” e la pugliese Antonella Palmisano, capace di un quinto posto in condizioni fisiche assolutamente precarie. Bene ancora una volta la maratona che ha visto il quarantunenne Ruggero Pertile arrivare al miglior risultato della sua carriera, quarto posto mondiale, mentre il campione del mondo Meucci è arrivato nono, nonostante problemi di stomaco ne abbiano compromesso il finale di gara.

 

 

  •   
  •  
  •  
  •