Bolt: “Scioccato e deluso, ma pensiamo al futuro e non al passato”

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui

Bolt

È caos nel mondo dell’atletica. I recenti eventi, che hanno portato alla luce un illecito sistema di corruzione e doping all’interno della stessa Federazione Internazionale, hanno fatto si che si venisse a creare un clima di delusione e sfiducia persino nei confronti dei massimi vertici federali. Nella giornata di ieri ha espresso il proprio disappunto anche uno dei principali esponenti dell’atletica mondiale, Usain Bolt, il quale, in un’intervista rilasciata all’Equipe, non ha usato mezzi termini per descrivere la precedente gestione della Iaaf (International Association of Athletics Federations) e sul discutibile metodo applicato nella gestione del clamoroso caso doping. In particolare Bolt si è soffermato sul rapporto della Wada (World Anti-Doping Agency), nel quale il maggiore organismo antidoping mondiale ha denunciato il sistema di corruzione vigente all’interno della Federazione: “Sono scioccato e deluso. Pensavo che la Iaaf avesse fatto un buon lavoro per ripulire il nostro sport. Come atleta uno vuole dare una mano a rendere lo sport pulito ma poi arriva questa botta. Ma quello che è fatto è fatto, ora dobbiamo andare avanti, pensare ai prossimi Giochi Olimpici di Rio 2016 e ai Mondiali 2017. Non dobbiamo più preoccuparci del passato ma costruire il futuro”.

Qualcuno nei giorni scorsi, disgustato da quanto emerso dalle indagini della Wada, aveva addirittura proposto di azzerare tutti i più recenti record del mondo dell’atletica in modo da cancellare allo stesso tempo i risultati ottenuti grazie all’uso di sostanze proibite. Bolt si era fermamente opposto, ovviamente. In effetti però il rapporto della Wada ha fatto emergere un sistema realmente esteso e ha tirato in ballo nomi pesanti. Su tutti quello del figlio dell’ex presidente Lamine Diack, attualmente in fuga e ricercato, e dello stesso Diack accusato di aver sottoscritto un patto segreto con il presidente russo Vladimir Putin affinché nove atleti accusati di doping non prendessero parte ai Mondiali di Mosca 2013. Il tutto all’interno di un accordo coi vertici della federazione russa grazie ai quali certe positività venivano sistematicamente insabbiate. Infine, quasi sconfortato, Bolt ha dichiarato: “Aspettiamo di vedere come va a finire la faccenda, speriamo che le cose non stiano esattamente così, aspettiamo l’esito delle indagini. Però…”.

Intanto la Russia si sta muovendo con grande fretta per riuscire, entro i tempi massimi previsti, a cancellare la sospensione inflitta dalla Iaaf e ottenere il lasciapassare per Rio 2016. Dmitri Chliakhtine, il candidato sostenuto dal ministro dello sport Vitali Mutko, è stato eletto oggi all’unanimità come nuovo presidente dell’Araf, la Federazione russa di atletica sospesa dalla Iaaf nello scorso novembre a causa dello scandalo doping. Ministro dello Sport della regione di Samara per tre anni e prima ancora, per tre anni, alla guida del Cska Mosca, Chliakhtine prende il posto di Valentin Balakhnitchev, squalificato a vita dalla Iaaf per il suo coinvolgimento in casi di corruzione. Queste le prime parole del neo eletto: “In questo periodo difficile per l’atletica russa, il mio compito è semplice: riportare la Federazione dello sport mondiale e riguadagnare la fiducia di Iaaf e Wada”. Il ministro dello sport Vitaly Mutko ha inoltre fatto sapere che gli atleti russi che ambiscono ad entrare nella squadra nazionale in vista dei giochi di Rio dovranno obbligatoriamente sottoporsi a tre test antidoping al mese. I test saranno condotti, probabilmente, dall’agenzia anti-doping britannica.
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