Giuseppe Gibilisco spegne 37 candeline !

Pubblicato il autore: lorenzo caruso

Berlino 23/08/2009 -Campionati Mondiali di Atletica Leggera Foto:Giancarlo Colombo


 

Ci sono dei momenti in cui alcuni sport che per la maggior parte dell’anno se ne rimangono in sordina, ( non per colpa loro, ma per quella che è la logica tutta italiana legata al calcio e a poco più ) acquistano una certa rilevanza agli occhi di ognuno di noi. Questo discorso vale ancora di più se l’attività alla quale si fa riferimento fa parte della grande schiera dei Giochi Olimpici. Uno dei casi più lampanti è da considerare il ” Salto con l’asta “, disciplina regolarmente rappresentata ogni 2 anni, sia nelle edizioni dei Mondiali di Atletica leggera, sia, ogni 4 anni, nei famosi e già citati, Giochi Olimpici.
Uno degli atleti più rappresentativi nel panorama italiano del salto con l’asta è da considerare Giuseppe Gibilisco, che proprio oggi spegne 37 candeline. E’ per questa ragione che insieme andremo a ripercorrere ” i salti ” più importanti della sua carriera.
Gibilisco nasce a Ragusa, in Sicilia, il 5 Gennaio del 1979; come potrete ben immaginare, avvicinarsi ad un’attività come il salto con l’asta non è cosa che accade tutti i giorni ed in effetti, anche il giovane Giuseppe, attenderà diversi anni prima di avere a che fare con questa realtà. La molla scatta tra i 12 ed i 13 anni, quando a scuola, tra un’ora di educazione fisica e l’altra, nel ragazzo cresce il desiderio di cimentarsi con l’attrezzo che di lì a poco, lo accompagnerà per i seguenti 25 anni di vita.
Il primo allenatore è Silvio Lentini, campione italiano nel 1991. Poi, arriva il primo grande passo di una ancora giovane carriera, vale a dire il trasferimento, a soli 17 anni, dalla propria città natale a Formia, in provincia di Latina, dove il Gibilisco viene seguito da Vitalij Petrov, tecnico dei 2 mostri sacri del salto con l’asta, vale a dire: Serhij Bubka, ancora oggi riconosciuto come il saltatore più forte nella storia ed Elena Isinbaeva, anch’essa, per molti, l’atleta femminile più forte di questa specialità.
Tra il 1998 ed il 2001 Gibilisco conquista 2 terzi posti tra Mondiali Juniores ed Europei Under 23 ma il vero salto nella storia arriva 2 anni più tardi, precisamente nel 2003 quando ai Mondiali di Atletica leggera di Parigi il ragusano salta ben 5,85 m migliorando il suo record personale ( 5,82 ) ed aggiudicandosi la medaglia d’oro. E’ campione del Mondo.
L’altro grande acuto arriva un anno più tardi, nel 2004, quando si presenta l’opportunità di gareggiare ai Giochi Olimpici di Atene. A dire il vero la preparazione alla manifestazione non è delle più semplici a causa di uno stiramento al bicipite femorale destro ma ciò nonostante Gibilisco salta nuovamente, eguagliando il proprio record di 5,85 m e conquistando la medaglia di bronzo.
Da questo momento in poi, nella carriera del saltatore seguono diversi alti e bassi, inoltre un’accusa di doping e l’implicazione nell’inchiesta ” Oil for Drugs ” ( che costa la radiazione a diversi ciclisti dilettanti ed al medico sportivo Carlo Santuccione ) rischiano di allontanare Gibilisco per ben 2 anni dalla propria attività, per richiesta della stessa Federazione italiana di Atletica leggera. Il 26 Ottobre 2007 la squalifica entra in vigore ma dopo aver presentato appello al Tribunale Arbitrale dello Sport a Losanna, l’8 Maggio 2008, Gibilisco vienne assolto in formula piena. Continuerà a gareggiare ( partecipando anche ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 ) fino al 2014, con risultati altalenanti, senza riuscire a ripetere gli exploits di cui si rese protagonista il 2003 ed il 2004.
Concludendo, ancora tanti auguri all’uomo che, più di 10 anni fa, fece saltare una nazione intera insieme a lui ad un altezza di 5,85 m.
Forse Ragusa, Parigi e Atene, non sono poi così lontante con un’asta tra le mani.

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