Iniziato il 2016 dell’atletica

Pubblicato il autore: Matteo Monaco Segui

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Il 2016 dell’atletica è iniziato, sugli scudi tre gare: la Xiamen International Marathon e il cross del Campaccio.

Xiamen Marathon. Il keniano Vincent Kipruto e l’etiope Worknesh Edesa hanno trionfato nella maratona cinese che si è svolta il due gennaio. Il ventottenne keniano, vincitore della medaglia d’argento ai campionati del mondo del 2011, ha avuto la meglio in una vera e propria battaglia, che si è decisa solo gli ultimi dieci chilometri, con un gruppo di sei atleti a giocarsi la vittoria della prima tappa dell’Iaaf Gold Label Road. Il gruppo è andato regolare fino al trentesimo chilometro quando un’accelerazione dell’etiope Bekele, personal best di 2h6’ ha scremato ulteriormente il gruppo, mostrando i limiti degli etiopi Gemechu e Godana e riducendo il gruppo di testa a sole tre unità. Al km 39, però, una crisi improvvisa ha costretto Bekele a rallentare, mostrando quanto sia importante la gestione della gara in maratona. La coppia di testa rimasta al comando, il vincitore Kipruto e l’altro keniano Kitata, 19 anni e un futuro roseo davanti a sé, hanno corso spalla a spalla fino a 200 metri dal traguardo, finché l’esperienza di Kipruto ha avuto la meglio. Buono il tempo finale, in un clima caldissimo il vincitore si è imposto con il tempo di 2h10’18”. In campo femminile la gara è stata meno tattica e meno combattuta con il trionfo dell’etiope Edesa (che porta a sette i successi consecutivi delle etiopi nella maratona) autrice dell’azione decisiva poco dopo metà gara. Il tempo finale è stato di 2h24’04”, oltre sette minuti tolti al proprio personal best.

Cross del Campaccio. I dieci chilometri della gara maschile hanno visto un gruppo di sei atleti africani in testa sin dalle prime battute. All’ultimo giro, dopo una lunga selezione da dietro, dell’iniziale gruppo di testa erano rimasti solo in tre, il favorito, l’etiope Merga, il connazionale Haji e il keniano Birech, autore di un ottimo inizio di stagione. Tutti e tre provano a fare il forcing decisivo, ma i valori sono più o meno uguali e nessuno riesce a staccarsi in avanti. La gara si decide allo sprint, con Merga che fa valere la sua abilità da pistard che anticipa con lo stesso tempo il connazionale Haji (28’50”) e il Birech, dietro di quattro secondi. Migliore degli italiani Stefano La Rosa, settimo, in 29’29” davanti a un ottimo Crippa, ottavo un secondo dietro. In campo femminile la vittoria è andata alla keniana Apop davanti all’atleta del Bahrain Jebat e all’altra keniana Masai. Gara strana quella femminile, che ha visto le atlete africane partire in coda al gruppo, consce di poter recuperare il tempo perduto nel corso dei sei chilometri della gara. A conti fatti, hanno avuto ragione: già dal secondo giro si sono piazzate in testa al gruppo, portando avanti una progressione che nel giro di pochi chilometri ha stroncato la resistenza delle avversarie. Come per la gara maschile, anche in quella femminile c’è stato arrivo in volata, una volata lunghissima, che ha premiato la maggiore freschezza dell’atleta keniana. Bene le italiane: Veronica Inglese, che conferma il suo buon stato di forma è settima, due posizioni avanti a Silvia La Barbera e quattro davanti alla giovanissima Nicole Reina, che aspettiamo tra qualche anno a risultati di grande prestigio.

 

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