Lotta, Kaori Icho sconfitta dopo 13 anni

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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È successo, alla fine è successo. Dopo 13 anni di assoluto dominio nella lotta a livello mondiale, la lottatrice giapponese e autentica fuoriclasse Kaori Icho (detentrice di tre ori olimpici e dieci ori mondiali), durante la finale al Grand Prix Yarygin in Russia, ha perso contro una 21enne mongola. La striscia di incontri vincenti durava dal 2003 quando si era inchinata all’atleta americana Sara McMann. La federazione giapponese di lotta ne ha contati ben 190. I 13 anni di vittoria si sono arrestati venerdì a Krasnoyarsk in Russia, nella finale dei 58 kg al Goolden Prix Ivan Yarygin, dall’atleta mongola Orkhon purevdorj (medaglia di bronzo ai Mondiali juniores 2013) per 10 a 0 dopo 5 minuti e 9 secondi. Un incontro stregato per la star giapponese che ha fatto scalpore proprio per il risultato netto a favore della giovane ventunenne avversaria mongola, molto meno quotata ma che è riuscita a metterla in difficoltà sin dall’inizio dell’incontro, costringendola ad andare sotto per passività.

Una sconfitta presa però con filosofia sia dal team che dalla stessa atleta che ha rilasciato il suo pensiero su twitter: “Non sono riuscita a lottare con il mio stile e questo è il risultato. È stata una buona lezione”. Una sconfitta che certifica di fatto la fine di un dominio che durava da 13 lunghi anni. L’atleta è una star nel suo paese di origine e ha avuto anche la tentazione di ritirarsi dopo aver vinto a Pechino il suo secondo oro olimpico a soli 24 anni. Inoltre Kaori Icho ad agosto tenterà l’assalto al quarto oro olimpico consecutivo. In un comunicato ufficiale diramato dalla federazione sportiva cinese, il tecnico della nazionale giapponese Kazuhito Sakae non si è mostrato preoccupato: “Sono sollevato che non sia successo ai giochi. C’è abbastanza tempo per lavorare e sono assolutamente convinto che questo non influenzerà il suo risultato in Brasile”.

La lotta femminile è stata inserita solo nel 2004 nel programma delle Olimpiadi, i riferimenti statistici sono per forza di cose meno significativi. In questo campo inoltre anche l’avviamento all’agonismo ha una storia recente e si osserva un maggiore equilibrio tra i vari paesi rispetto alle gare maschili, dove alcune scuole sono invece tradizionalmente competitive. Tuttavia nelle quattro edizioni dei campionati mondiali tenutesi dal 2001 al 2005 (con l’eccezione del 2004, anno delle Olimpiadi) vi è stata una netta prevalenza delle atlete giapponesi (specialmente a Budapest 2005, con quattro medaglie d’oro vinte su sette diverse categorie di peso) e in misura minore di quelle cinesi. Ad Atene 2004 la supremazia era stata meno evidente (due medaglie d’oro per il Giappone), ma le due lottatrici che hanno conquistato il titolo olimpico in Grecia, Sahori Yoshida nella categoria fino a 55 kg e Kaori Icho in quella fino a 63 kg, hanno puntualmente conquistato l’anno successivo anche la vittoria nel campionato del mondo, stabilendo in questo modo una continuità impressionante e molto promettente.

Un astro nel cielo dell’atletica mondiale e di tutti i tempi, e questa sconfitta non farà altro che confermare la regola, essendo la sconfitta con la professionista mongola un’eccezione, che la campionessa giapponese farà passare altri 13 anni prima di perdere nuovamente.

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