Fassinotti, Tamberi e Chesani: inizia la sfida italiana del salto in alto

Pubblicato il autore: Matteo Monaco Segui

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Sarà uno degli appuntamenti più attesi dell’atletica italiana di questo inizio 2016. Marco Fassinotti, Gianmarco Tamberi e Silvano Chesani, i tre grandi protagonisti del Salto in alto italiano si sfideranno l’uno contro l’altro al meeting internazionale di salto in alto in programma a Banska Bystrika, in Slovacchia.

Il salto in alto, tanto al maschile quanto al femminile, dove si aspetta il ritorno a grandissimo livello di Alessia Trost,  attualmente il settore trainante dell’atletica italiana. Tre atleti che se in condizione, se in giornata, potranno dire la loro in chiave olimpica ai Giochi di Rio de Janeiro.

Il più forte dei tre, almeno sulla carta è Gianmarco Tamberi, salito lo scorso anno alla cifra record di 2m37 classificandosi al terzo posto nella classifica mondiale stagionale. Tamberi, genio e sregolatezza, è all’esordio stagionale. “Sono carico e non vedo l’ora di mettermi alla prova, ha dichiarato in una intervista alla Fidal. Magari con due settimane in più per provare ancora la rincorsa a 9 passi sarebbe stato meglio. Ma vediamo…sarà comunque un modo per saltare sul trampolino di questo 2016 così importante”. Occorrerà vedere se l’atleta azzurro riuscirà a reggere la pressione: la tenuta mentale, infatti, è sempre stato, nella sua giovane carriera, il suo tallone d’Achille. Se riesce a mantenere la spensieratezza e quel pizzico di pazzia che lo fa saltare sempre così in alto, ha un potenziale di almeno 2m40, cifra che potrebbe impensierire anche i mostri sacri della specialità.

Secondo in ordine di misura e primatista italiano indoor è Marco Fassinotti, forse l’atleta che maggiore cattiveria agonistica e maggiore conoscenza tecnica delle proprie potenzialità e del gesto ha dimostrato negli ultimi anni. Nonostante la giovane età si è classificato nei primi tre posti all’ultima edizione della Diamond League, mostrando di avere temperamento e costanza e di non subire la pressione psicologica contro avversari più quotati di lui. Lo scorso anno è salito fino a 2m33, nono atleta dell’anno, primato già eguagliato quest’anno al coperto. Alla Fidal, il forte saltatore azzurro ha dichiarato che “rispetto al 2,33 del debutto ho cambiato ancora la rincorsa. Ho aggiustato la ritmica e parte dell’esecuzione del gesto. Sono curioso di usarla in gara, vediamo un po’ lì l’effetto che fa”. La condizione sembra esserci: è ovvio che a questo punto della stagione sia anche il momento di fare gli esperimenti in vista dell’avvenimento sportivo dell’anno: le olimpiadi di Rio.

Grande attesa per il ritorno in pedana di Silvano Chesani, il meno giovane dei tre, letteralmente massacrato dagli infortuni. Lo scorso anno, di questi tempi, si issò fino al secondo posto ai campionati europei indoor per poi archiviare l’intera stagione a causa del solito e annoso problema al tendine d’Achille, croce di tutti i saltatori internazionali. Per Chesani quello di venerdì sarà il ritorno sulla scena internazionale nella speranza di poter bissare le imprese dello scorso anno cercando di dare continuità a risultati e allenamenti. Dopo tanto tempo sento proprio il bisogno di gareggiare per ritrovare le giuste centrature. “Tecnicamente – ha dichiarato Chesani – a Padova ho visto che ci sono ancora diverse cose da mettere a punto, ogni salto è stato diverso e solo in uno credo di aver avuto le sensazioni giuste. Confido che questo tour di gare mi porti al meglio in vista degli Assoluti Indoor dove speriamo di divertirci e di farvi divertire”

Gli azzurri sono carchi e c’è da starne certi: quest’anno ci faranno divertire.

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