IAAF e il doping – Coe: “Stiamo valutando l’estromissione del Kenya da Rio2016”

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Sebastian Coe presidente IAAF
Sebastian Coe, presidente della federazione internazionale di Atletica (IAAF) in una intervista al Guardian dichiara che sta valutando la posizione del Kenya nei confronti della WADA, agenzia internazionale (indipendente?) contro il doping.
Il paese africano avrebbe nello specifico disatteso le promesse in merito a controlli a sorpresa, sospensioni e coinvolgimento degli atleti nel programma di monitoraggio e analisi.
Qualora non si adeguasse, il Kenya rischia seriamente di essere estromesso dai prossimi Giochi Olimpici di Rio2016.
Testualmente Coe dichiara:” Dobbiamo trasmettere il messaggio chiaro alla gente che ci guarda che l’atletica non è uno sport pieno di drogati
Detto che l’attenzione alle questioni legate al doping potrebbe essere più che altro dovuta al calo dell’interesse degli sponsor, prima fra tutti la Nestlé, è vero che la IAAF sta cercando di trovare o meglio ritrovare una credibilità dimostrandosi intransigente nei confronti di intere federazioni nazionali oltre che verso singoli atleti o allenatori (ultimo caso contro la Federazione Russa).
Una dichiarazione così netta stona in realtà con quanto successo a distanza di poche ore a Stoccolma in occasione del meeting indoor di Globengalan con tre (3) record del mondo frantumati.  Genzebe Dibaba vola in 4’13″31 nel miglio, passando ai 1500 in 3’56″27. All’aperto solo la russa Masterkova ha fatto meglio. Cade anche il limite dei 1000 maschili: il gibutiano Souleiman fa 2’14″20. E nei 500 il 19enne qatarino Haroun abbatte il muro del minuto.
Il bello è che tutti e tre i neoprimatisti hanno in comune allenatore, Jama Aden e manager, Ulf Saletti, anche organizzatore del meeting svedese.
In un mondo che vive di sospetti, è dura credere alle coincidenze.

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